SANITÀ:LAVORATORI SETTORE PRIVATO, RITARDI E OMISSIONI REGIONE
(AGI) - Catanzaro, 30 ago. - Si e’ svolta stamani a Catanzaro, alla presenza di circa 100 intervenuti, la conferenza stampa indetta dal coordinamento regionale dei lavoratori del settore sociosanitario privato, “nato spontaneamente - spiega una nota - dall’esigenza di denunciare i ritardi e le omissioni di questo Governo regionale che in modo sistematico sta minacciando il diritto ad un lavoro stabile di migliaia di uomini e donne calabresi (medici, infermieri, terapisti, psicologi, assistenti sociali, educatori professionali e di comunita’, operatori socio-sanitari, operatori assistenziali, ausiliari, quadri, dirigenti, impiegati amministrativi) che da anni lavorano nei servizi socio-sanitari rivolti alle persone sofferenti, soprattutto persone con disabilita’ e persone anziane. Uomini e donne calabresi - si fa rilevare - che prestano la loro opera professionale all’interno di centri di riabilitazione, di residenze sanitarie assistenziali, di case protette, di residenze per disabili, di centri diurni e nell’assistenza domiciliare integrata ed appartenenti a piu’ di 20 realta’ del mondo profit e non profit accreditate presso la Regione Calabria e le sue Aziende sanitarie”. In un documento unitario i lavoratori “esprimono con forza le ragioni delle loro grandi difficolta’ e delle loro gravi preoccupazioni e ne puntualizzano i motivi”. Il confronto ha portato a definire le azioni immediatamente successive che il Coordinamento dovra’ attuare. Si e’ convenuto, pertanto, di chiedere un incontro con i Segretari regionali di tutte le Organizzazioni sindacali “per aprire un canale di confronto e discussione”; di valutare la possibilita’ di manifestare pubblicamente con tutti i lavoratori del settore presso la sede della Giunta regionale in occasione della sua prossima seduta”. Il documento presentato durante la conferenza sara’ inoltrato al Presidente della Giunta Regionale, all’Assessore alla Sanita’, all’Assessore al lavoro ed a tutta la Giunta, al Presidente del consiglio regionale e a tutti i gruppi Consiliari, a tutto il mondo politico-istituzionale, alla Chiesa, a tutte le parti sociali; ai Sindaci, Presidenti e Amministratori delle Province e dei comuni calabresi. (AGI)
Red/Adv