ALZHEIMER: “VITA”, ITALIA FANALINO DI CODA PER ASSISTENZA

(AGI) - Milano, 17 set. - Venerdi’ 19 settembre, Vita non profit magazine riunisce in un convegno, “Alzheimer e Longevita’”, le competenze e le professionalita’ di importanti esponenti del mondo istituzionale, sanitario e dell’associazionismo, che sono impegnati e si sono distinti nella lotta nei confronti di questa patologia che oggi colpisce piu’ di cinquecentomila italiani. L’incontro sara’ un’opportunita’ per avviare un confronto tra le esperienze dei diversi protagonisti della societa’ civile, per concorrere allo sviluppo di strategie congiunte, ma anche per sensibilizzare l’opinione pubblica su uno dei morbi meno raccontati dai media. Bisogna lavorare affinche’ la classe politica e l’opinione pubblica, sostiene Gabriella Salvini Porro presidente della Federazione Alzheimer Italia, si rendano conto delle reali dimensioni di una malattia che si sta trasformando in un’epidemia. L’Italia, in effetti, e’ uno dei fanalini di coda fra le nazioni piu’ industrializzate per la politica di assistenza e sostegno della terza eta’ e non puo’ permettersi di perdere ulteriori opportunita’ di cooperazione, di sinergie, e di comunicare il senso reale di chi e’ afflitto da queste malattie. L’evento serve anche a focalizzare lo sguardo sul mondo degli anziani, che sono la fascia piu’ colpita da questa patologia. Nei media e nella politica di oggi prevalgono, sostiene monsignore Angelo Bazzari Presidente della Fondazione Don Gnocchi, un’immagine triste negli accostamenti verso gli anziani e una percezione negativa nei confronti dell’avanzamento dell’eta’. E’ ora di proporre al pubblico un nuovo paradigma, un approccio dinamico sul rapporto anziani/longevita’ che si basi sulla testimonianza di una prospettiva di vita, di esperienze e di aspirazioni senza eta’. Occorre anche fare una sana autocritica e guardare oltre i nostri confini. In tema di disabilita’ in eta’ avanzata, sostiene Savino DiPasquale, responsabile sviluppo prodotti vita di Allianz S.pA., ci sono esperienze significative in paesi noi vicini per storia e cultura. Perche’ non prendere l’ispirazione e adattarla alla nostra realta’ nazionale? Sul territorio invece, e’ incentrato il lavoro della fondazione Manuli. Sebbene medicina e farmacologia abbiano fatto progressi,sostiene la presidente Cristina Manuli, la famiglia rimane il principale e continuativo sostegno per il malato di Alzheimer. A fronte di una patologia grave e ancora senza cure risolutive, far fronte alla solitudine dei malati e delle persone, e’ una delle risposte piu’ concrete della nostra fondazione. (AGI)

Red/Est