(RPT) SCLEROSI MULTIPLA: REALIZZATO IL PRIMO ATLANTE DELLA…

(AGI) - Montreal, 18 set. - Benedetto Saraceno, direttore del dipartimento per la salute mentale e abuso di sostanze dell’Oms ha inoltre affermato che “sebbene alcune persone con Sm hanno una lieve disabilita’, il 60 per cento delle persone con Sm non riesce piu’ a deambulare bene dopo 20 anni dalla manifestazione della malattia, con maggiori implicazioni per la propria qualita’ di vita ed un maggiore costo economico per la societa’”. “L’Atlante della Sm - ha aggiunto - mette in rilievo come questi effetti si manifestino di piu’ sulle donne che sugli uomini, con un rapporto di 2 a 1, in un’eta’ in cui cominciano a crearsi una famiglia ed una carriera lavorativa”.

Soddisfatto del gran lavoro anche Alan Thompson, direttore dell’Istituto di neurologia di Londra e presidente del comitato internazionale scientifico e medico della Msif. “L’Atlante della Sm - ha affermato - e’ uno studio innovativo sulla Sm a livello mondiale. La Sm e’ una malattia che colpisce persone di tutto il mondo all’inizio della loro vita lavorativa, soprattutto intorno ai vent’anni, e che coinvolge profondamente non solo le persone con Sm, ma la societa’ in generale”.

Lo studio ha anche sottolineato il grande divario presente tra i vari paesi in merito alla disponibilita’ delle informazioni e al supporto per le persone affette da Sm e in relazione alla presenza di professionisti informati e preparati, la disponibilita’ di strumenti diagnostici, come la risonanza magnetica, e di cure e terapie per alleviare i sintomi e modificare il corso della malattia. I dati contenuti nell’Atlante della Sm contribuiranno a informare le istituzioni, i professionisti del settore sanitario e delle associazioni per i pazienti.

Tra le tante raccomandazioni contenute nell’Atlante della Sm vi e’ un richiamo per le istituzioni a: mettere in atto procedure per alleviare “il deficit di informazioni” dell’opinione pubblica, degli imprenditori e dei professionisti del settore sanitario sulla Sm ; aumentare gli investimenti per gli strumenti diagnostici, per i servizi di riabilitazione e per la ricerca mondiale; incrementare le strutture per il supporto e l’accesso all’impiego per le persone con Sm. “Anche se non esiste una cura - ha detto Peer Baneke, chief executive oficer di Msif - se le istituzioni agiranno secondo quanto contenuto nell’Atlante della Sm, esse potranno migliorare in modo significativo la qualita’ della vita delle persone affette da Sm”. (AGI)

Red