SALUTE: FRATTURE FEMORE TRA CAUSE PRINCIPALI PERDITA AUTONOMIA

(AGI) - Siena, 24 set. - Ogni anno nel nostro paese si registrano quasi 100 mila fratture al femore, con un incremento del 10% negli ultimi anni. Inoltre si stima che, superati gli 80 anni, 1/3 delle donne e 1/6 degli uomini potrebbero subire una frattura con perdita funzionale permanente. Sui problemi derivanti da questa realta’ - secondo gli esperti le fratture al femore sono tra le principali cause della perdita di autonomia della popolazione anziana - si confronteranno professionisti provenienti da tutta Italia in occasione del congresso nazionale “Le fratture articolari e iuxta-articolari dell’arto inferiore dell’anziano: passato, presente, futuro”, che si terra’ a Siena dal 25 al 27 settembre, presso il centro didattico del policlinico delle Scotte di Siena. L’incontro, promosso dall’associazione italiana di traumatologia e ortopedia geriatrica, diretto dal professor Pietro Maniscalco, vertera’ principalmente sul trattamento delle diverse tipologie di fratture che interessano gli arti inferiori, con particolare attenzione a terapie e tecniche innovative nella cura delle patologie che insorgono nei pazienti anziani a seguito di un trauma. “In particolare - spiega Maniscalco - dopo i 70 anni, sono gli arti inferiori a subire maggiori traumi, in particolare con le fratture del collo femorale. Data l’alta prevalenza delle fratture degli arti inferiori in eta’ avanzata - aggiunge il medico- e’ necessario mettere a punto delle strategie di intervento, prevenzione e riabilitazione efficaci che permettano all’anziano di recuperare una certa qualita’ della vita, evitandone la disabilita’. Proprio per questo, durante il convegno, approfondiremo questa specifica problematica, analizzandola in una prospettiva passata, attuale e futura”. Si parlera’ inoltre di protesi d’anca, osteoporosi, chirurgia traumatologica e valutazione dei rischi e del tasso di mortalita’ connessi, fratture del bacino nell’anziano, riabilitazione e fisioterapia post-intervento e gestione del paziente geriatrico in sala operatoria e in corsia. (AGI)

Cli/Sep