ATLETICA: PISTORIUS “A LONDRA VOGLIO CORRERE CON NORMODOTATI”

(AGI/ITALPRESS) - Milano, 11 dic. - A Pechino non ci e’ riuscito e si e’ dovuto accontentare delle Paralimpiadi. Ma in vista di Londra2012 Oscar Pistorius non ha intenzione di mollare: per lo sprinter sudafricano, noto tifoso della Lazio, il sogno resta ancora quello, di correre assieme ai normodotati.

“Questo e’ l’obiettivo - conferma in un’intervista a ‘Mattino Cinque’ - ma per arrivare al 2012 ci sono molte cose da fare: i Campionati del mondo a Berlino nel 2009, ci sono i Giochi del Commonwealth nel 2010 e ancora i Mondiali del 2011. Queste sono le competizioni a cui vorro’ partecipare, poi correro’ a Roma e a Milano. Il 2012 e’ il mio obiettivo, ma dovro’ prima qualificarmi, devo impegnarmi molto”. Per Pistorius e’ stato un anno particolare, con la sfida alla Iaaf che gli ha negato di correre con i normodotati perche’ le protesi gli darebbero un vantaggio. “E’ stata una decisione chiaramente difficile da prendere, sono rimasto deluso, non pensavo che le protesi potessero dare un vantaggio e quindi abbiamo dovuto provare che non avevo un vantaggio - racconta - L’unico modo per farlo era fare dei test biomeccanici e chiedere ai migliori scienziati e ricercatori di rifare i test che erano stati fatti inizialmente per vedere se i precedenti erano stati fatti correttamente. Hanno fatto una serie di test aggiuntivi e fortunatamente abbiamo visto che non avevo vantaggi e questo e’ stato un sollievo da parte mia perche’ ora posso correre”. La storia di Pistorius ha avuto risvolti extra-sportivi visto che “in molti Paesi la percezione sui disabili e’ cambiata - spiega lo stesso sprinter - perche’ queste persone venivano considerate impossibilitate a camminare figuriamoci a correre. Adesso questa percezione fortunatamente e’ cambiata grazie alla comunicazione e grazie alla conoscenza di queste protesi. Oggi si e’ visto che si possono avere prestazioni incredibili, quindi devo dire che sono diventate un culto ottimo e che questo ha dato la possibilita’ di dimostrare che possiamo fare molto di piu’ di quello che

Red/Tri (Segue)