SANITA’: OSTEOPOROSI;300 MILA FRATTURE OGNI ANNO, COSTI UN MLD

(AGI) - Firenze, 16 feb. - “Recentemente - spiegano le presidenti delle due associazioni Francesca Merzagora e Maria Luisa Brandi - e’ stata predisposta e approvata al Senato una mozione che impegnera’ lo specialista a riportare sulla scheda di dimissione ospedaliera la voce ‘frattura da fragilita’, identificando cosi’ con chiarezza il problema. Inoltre e’ stata chiesta e ottenuta l’istituzione di una commissione preposta all’attuazione di quanto contenuto nella mozione e alla creazione di un ‘registro’ per le fratture da fragilita’. Questo - aggiungono - consentira’ al medico di medicina generale di approfondire il caso e trattare quindi correttamente la paziente fratturata, evitando episodi di rifratturazione, molto frequente nei pazienti osteporotici”. Le conseguenze legate a questi incidenti sono davvero gravi: la mortalita’ e’ del 15-25%, la disabilita’ motoria colpisce piu’ della meta’ dei pazienti nell’anno successivo alla frattura e solo il 30-40% riprende autonomamente le attivita’ quotidiane. “Di fronte ad una frattura l’ortopedico gioca un ruolo fondamentale - spiega il prof. Del Sasso - soprattutto nella prevenzione del cosiddetto effetto domino. Per riuscirci deve andare oltre la diagnosi e al trattamento della frattura, e inserire il paziente in un percorso di cura dell’osteoporosi che ne e’ stata causa. Solo cosi’ sara’ possibile evitare il ripetersi di questi incidenti. Non dimentichiamo infatti che le donne che subiscono una frattura osteoporotica corrono un rischio 4 volte superiore di subirne una nuova”. Per ridurre l’incidenza delle fratture a femore e vertebre osteoporotiche e’ importante intervenire su due fronti: la prevenzione dell’osteoporosi e la corretta gestione delle fratture. Assumere la giusta quantita’ di calcio, ridurre l’assunzione di sale e di zuccheri, consumare poche proteine animali, bere acqua ricca di calcio, esporsi al sole almeno 30 minuti al giorno, praticare sport (principalmente jogging, camminate, pesi), evitare l’obesita’ cosi’ come l’eccessiva magrezza, stop alle sigarette e all’alcool. Questo ‘decalogo della prevenzione dell’osteoporosi’ puo’ contribuire a ridurre significativamente l’incidenza di osteoporosi e fratture ad essa correlate. Altrettanto importante che al momento delle dimissioni venga riportata la causa della frattura. Oggi questo avviene solo nel 20% dei casi. Cio’ comporta una mancata presa di coscienza da parte del medico di famiglia e del SSN del reale impatto di questi eventi. (AGI)

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