SCUOLA: MIUR, LE NUOVE REGOLE PER DIVENTARE INSEGNANTI

(AGI) - Roma, 28 ago. - Con le nuove regole sara’ necessaria la laurea quinquennale a numero programmato con prova di accesso per insegnare nella scuola dell’infanzia e in quella primaria, titolo che consentira’ di conseguire l’abilitazione.

Vengono rafforzate le competenze disciplinari e pedagogiche ed e’ previsto un apposito percorso laboratoriale per la lingua inglese e le nuove tecnologie. “Per la prima volta si e’ data specifica attenzione al problema degli alunni con disabilita’”, si legge nella nota del ministero dell’Istruzione, “prevedendo che in tutti i percorsi ci siano insegnamenti in grado di consentire al docente di avere una preparazione di base sui bisogni speciali”. Per l’insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado sara’ necessaria la laurea magistrale piu’ un anno di Tirocinio Formativo Attivo. Anche in questo caso e’ prevista una prova d’ingresso alla laurea magistrale a numero programmato basato sulle necessita’ del sistema nazionale di istruzione, composto da scuole pubbliche e paritarie. “L’anno di tirocinio formativo attivo -continua la nota- contempla 475 ore di tirocinio a scuola sotto la guida di un insegnante tutor”. Rispetto al percorso Ssis (Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario) si prende il meglio di quella esperienza, evitando la ripetizione degli insegnamenti disciplinari, approfonditi gia’ nella laurea e nella laurea magistrale, per concentrarsi su tirocinio, laboratori e didattiche. Chiudono quindi le Ssis per le secondarie di primo e secondo grado, e al loro posto si da’ vita al Tirocinio Formativo Attivo della durata di un anno, terreno di incontro tra scuola e universita’. Durante il tirocinio sara’ dedicato ampio spazio all’approfondimento della didattica con esperienze sul campo. “L’idea di fondo -spiega il ministero- e’ passare dal sapere al sapere insegnare”. Nel nuovo regolamento “e’ stato dato pieno riconoscimento al sistema nazionale dell’istruzione (formato dalle istituzioni scolastiche statali e paritarie), tanto nel coinvolgimento nei tirocini quanto nel calcolo dei fabbisogni di personale docente, e si inizia a prevedere la possibilita’ di svolgere tirocini anche nelle strutture di istruzione e formazione professionale dove c’e’ la sperimentazione dell’obbligo formativo”.(AGI)

Red/Gav