SANITA’:CAMPANIA, RIORGANIZZATO SISTEMA PER MINORI CON AUTISMO

(AGI) - Napoli, 14 set. - La giunta regionale della Campania, su proposta dell’assessore alla Sanita’ Mario Santangelo, ha approvato un provvedimento volto a potenziare l’assistenza ai bambini autistici. Con questa delibera si procede ad una riorganizzazione dell’intero sistema attraverso l’istituzione di servizi sanitari specialistici, di diagnosi e trattamento dell’autismo in eta’ evolutiva, accessibili e omogeneamente diffusi su tutto il territorio regionale. I centri sono inseriti nella rete dei servizi delle aziende sanitarie locali alle quali sono assegnate competenze riabilitative, psicosociali ed educative a favore dei minori e delle loro famiglie. L’autismo e’ un disturbo neurologico che impedisce il normale sviluppo del bambino, con difficolta’ a relazionarsi con il mondo esterno, a comunicare e ad interagire con gli altri con intuibili, pesanti conseguenze anche per le famiglie. Allo stato non esiste una cura specifica per l’autismo. Nondimeno, un intervento precoce, intensivo ed integrato e’ cruciale per la qualita’ di vita di un bambino con autismo, in quanto alcuni sintomi si riducono ed altri possono scomparire grazie ad un intervento appropriato. Un piano di intervento “ideale” coordina terapie ed interventi che riconoscano quali obiettivi prioritari i sintomi dell’autismo: ridotta interazione sociale, carenti competenze di comunicazione recettiva ed espressiva - verbale e non verbale -, interessi ripetitivi ed ossessivi. Gli interventi previsti dalla delibera si basano su strategie cognitivo-comportamentali, e prevedono un approccio di tipo evolutivo multiprofessionale e interdisciplinare. Un approccio cioe’ in grado di assicurare una stretta collaborazione tra scuola, servizi e famiglia, perche’ solo tale sinergia si e’ dimostrata efficace nel conseguire il massimo potenziale comunicativo e sociale, di gioco e di autonomia di un bambino con autismo. “Con questo provvedimento - sottolinea Santangelo - miriamo a conseguire una presa in carico complessiva del bambino, con l’obiettivo di sviluppare risorse che promuovono il ruolo centrale delle famiglie. Infatti la famiglia si configura come uno spazio privilegiato per l’implementazione dei progetti finalizzati a favorire la crescita comunicativo-sociale del bambino con autismo”. (AGI)

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