SCUOLA: COMITATO PRECARI, ACCORDO STATO-REGIONE VA RESPINTO

(AGI) - Cagliari, 21 set. - “L’accordo Stato-Regione sulla scuola va respinto e non ‘rimodulato’. La soluzione accennata dal presidente Cappellacci e dall’assessore Baire e’ inaccettabile perche’, non solo lascia inalterata la situazione attuale creata dai tagli, ma prefigura un quadro sempre piu’ desolante per il futuro dei nostri ragazzi”. Lo sostiene il comitato dei precari della Sardegna in una lettera aperta al Consiglio regionale, alla vigilia della ripresa dei lavori, che viene invitato a “tutelare l’istruzione pubblica e a non cedere a compromessi lesivi per le famiglie sarde, gli studenti e i lavoratori della scuola”.

I precari chiedono “la riapertura della vertenza Stato-Regione che porti allo stanziamento di nuove risorse per la scuola per un reale miglioramento del servizio pubblico e non per arginare la politica distruttiva dei ministeri dell’istruzione e dell’economia. Il rischio - sostengono - e’ che le restanti risorse regionali vengano utilizzate per progetti dispendiosi ed inutili o per i corsi di obbligo formativo che hanno lucrato sulla dispersione scolastica, incrementandola invece di arginarla”.

Nel documento si lamenta come “in questo momento di emergenza manchi alla scuola sarda una legge regionale che tenga conto dei bisogni specifici di un territorio economicamente e culturalmente gia’ sofferente”.

“Trecento scuole chiuse nei piccoli comuni, - si legge nella lettera - 2448 posti di lavoro in meno in tutta la Sardegna, classi sempre piu’ numerose e studenti in situazione di disabilita’ abbandonati a se stessi. Tutto cio’ in una regione in cui il tasso di abbandono scolastico e’ gia’ elevatissimo. L’accordo Baire-Gelmini accetta in pieno la politica dei tagli e lascia alla Regione Sardegna l’onere, improprio, di tamponare l’emergenza del disservizio scolastico e dei licenziamenti, impiegando risorse gia’ scarse. Dalle scuole arrivano notizie drammatiche relative allo stato degli alunni in situazione di disabilita’, del mancato rispetto della continuita’ didattica, della cancellazione del tempo pieno e dell’educazione degli adulti e di casi gravissimi in cui le iscrizioni vengono respinte”. (AGI)

Red/Sol/Cog