INCIDENTI STRADALI: DONNE “VITTIME”, 55MILA CON LESIONI GRAVI
(AGI) - Roma, 19 ott. - Le donne sono spesso “vittime” passive degli incidenti stradali, perche’ sono accanto al guidatore o perche’ sono semplici pedoni che attraversano la strada, ma ogni anno pagano il loro tributo di sangue: ogni anno oltre mille donne perdono la vita sulle strade italiane, e nel 2007 55.000 donne coinvolte in incidenti stradali hanno riportato lesioni permanenti, con invalidita’ oltre i 9 punti. E’ la denuncia dello studio ‘Quando la strada ferma la corsa: il ruolo della donna’, che sara’ presentato oggi a Roma presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini. Il volume, primo testo a documentare le ricadute della disabilita’ da incidente stradale sul mondo femminile in Italia, e’ tratto da una ricerca promossa dalla Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale e da O.N.Da (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna), curata da ricercatori dell’Universita’ Bocconi di Milano. Nel nostro Paese la sicurezza stradale e’ un’emergenza nazionale. Nel 2007 gli incidenti stradali hanno provocato quasi 1 milione di feriti (Fonte: ANIA) e di piu’ di 5.100 morti: 500 vittime della strada in piu’ della Francia, 1.300 in piu’ della Spagna, 2000 in piu’ del Regno Unito (Fonte: Istat). Spesso pero’ le statistiche sottolineano l’impatto dell’incidentalita’ stradale in termini di morti e feriti, ma non si soffermano sul gran numero di invalidi permanenti gravi che, oltre a vivere quotidianamente una situazione di estremo disagio, rappresentano un costo per il Paese. Inoltre, uno dei temi scarsamente studiati e’ l’impatto dell’incidentalita’ stradale sul gentil sesso, nonostante i dati dimostrino che nel 2007 piu’ di 55.000 donne siano rimaste gravemente colpite in incidenti stradali. A tal proposito, la ricerca mette in evidenza tre temi fondamentali: l’altissimo numero di invalidita’ permanenti causate dagli incidenti stradali, l’alta percentuale di donne che subiscono queste infermita’ e il ruolo cruciale del mondo femminile all’interno di una famiglia che debba assistere un traumatizzato, evidenziando che la donna e’ ‘vittima’ degli incidenti stradali non solo quando subisce in prima persona un’invalidita’ permanente, ma anche quando diventa il principale sostegno di un familiare divenuto disabile a causa di un sinistro. (AGI)
Pgi (Segue)