ABORTO SBAGLIATO: PM “2 MESI A MEDICI”, DONNA CHIEDE 1MLN DANNI
(AGI) - Milano, 30 nov. - Ha chiesto a tre medici un milione di euro a titolo di risarcimento la donna di 39 anni che, nel giugno 2007, incinta di due gemelli, per un errore nell’aborto selettivo all’ospedale San Paolo di Milano subi’ una interruzione di gravidanza sul feto sano invece che su quello affetto da sindrome di Down. A chiedere il risarcimento e’ stato l’avvocato Davide Toscani, che rappresenta lei e il marito nel processo ai tre medici per i quali oggi il pm Marco Ghezzi ha sollecitato altrettante condanne: 2 mesi di reclusione per la ginecologa e l’ecografista che seguirono il caso e una sanzione pecuniaria di 100 euro per il direttore sanitario. La donna entro’ in sala operatoria il 5 giugno 2007 per sottoporsi all’aborto selettivo di una delle due gemelle che portava in grembo, affetta da sindrome di Down. Per errore, pero’, l’interruzione di gravidanza venne eseguita sul feto sano e non su quello malato e, in seguito, interruppe anche la gravidanza della gemella malata. Il pm, che ha parlato di un episodio “increscioso”, ha sostenuto durante la requisitoria che sarebbe stato necessario “fare un ulteriore test rapido in giornata con prelievo amniotico, perche’ la situazione era incerta e confusa”. La ginecologa, invece, “non ebbe alcun dubbio e manifesto’ cosi’ la sua imprudenza in un caso raro, perche’ i feti erano uguali, senza segni di anomalie esterne”. Il direttore sanitario, a sua volta, “nascose la testa sotto la sabbia come uno struzzo, escludendo a priori errori e imprudenze, e non comunico’ alcunche’ alla Procura”. Il direttore sanitario e’ imputato di omessa comunicazione, mentre i due medici di aborto colposo. “Il dramma di questa donna - ha concluso Ghezzi - e’ servito, perche’ ora sono cambiate le procedure negli ospedali milanesi e si effettua sempre il test rapido prima di praticare l’aborto selettivo”. La sentenza sara’ pronunciata il 14 dicembre dal giudice monocratico della nona sezione penale. (AGI) Cli/Car (Segue)