CRISI: MEDDE (CISL), 50000 GIOVANI SARDI SENZA LAVORO NE’ REDDITO

(AGI) - Cagliari, 23 gen. - “Non ci sono una o due emergenze, in Sardegna c’e’ l’emergenza lavoro che rappresenta una priorita’ in quella che viene chiamata la questione sociale dell’isola. Per questo motivo, quando si dice che si e’ impegnati ad affrontare le emergenze, e’ indispensabile fare riferimento alla complessita’ di questo fenomeno, e non solo a quello che appare la punta dell’iceberg”. Lo sottolinea il segretario regionale della Cisl sarda, Mario Medde. “E’ indispensabile dunque leggere dentro le emergenze, non solo per scegliere le politiche e le misure necessarie ad affrontarle, ma collocarle anche dentro una strategia e politiche di settore in grado di orientare positivamente le opportunita’ lavorative e un minimo di certezza di reddito per quanti si trovano nella condizione di disoccupati, di precari o nel vasto contenitore degli ammortizzatori sociali”.

“In Sardegna sono circa 50mila i giovani, sino ai 35 anni, senza un lavoro e privi di qualsiasi reddito; sono intorno alle 100mila unita’ i lavoratori che usufruiscono delle diverse varieta’ di ammortizzatori sociali, la quasi totalita’ al di sotto della soglia di poverta’ relativa. Da evidenziare altresi’ che il lavoro irregolare ha percentuali intorno al 22% delle unita’ lavorative”, ricorda Medde. “Influisce, ovviamente, la crisi del sistema produttivo che riguarda non meno di 700 imprese, tutte coinvolte da difficolta’ che vengono attestate dalla richiesta di attivare le procedure per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali in deroga. Si tratta solo di una parte delle intraprese che sono state colpite dalla crisi economica e finanziaria. Queste caratteristiche del lavoro isolano hanno influito negativamente sulla consistenza dei redditi previdenziali, la cui maggioranza e’ al di sotto della soglia di poverta’ relativa. Infatti su circa 600mila pensioni erogate da tutti gli enti, quelle al di sotto di 999 euro sono superiori alle 470mila. Sul totale dei beneficiari di una sola pensione circa il 70% e’ al di sotto di quella soglia”.

“L’obiettivo che il sindacato”, evidenzia il leader della Cisl, “si propone e’ di far si’ che le diverse istituzioni convergano su scelte e atti normativi e politici, concertate con i sindacati e le associazioni datoriali, primi tra tutti: un piano straordinario per il lavoro, un nuovo piano di rinascita, con il riconoscimento dello stato di insularita’, un accordo di programma quadro per rilanciare le attivita’ produttive, e un reddito di cittadinanza incentrato sulla ricollocazione, sull’orientamento e sulla formazione, e un fondo per la non autosufficienza in grado di dare risposte adeguate agli anziani e alle disabilita’”. (AGI) Red-Cog