SCLEROSI MULTIPLA: FINGOLIMOD RIDUCE LE RICADUTE, STUDIO
(AGI) - Roma, 14 apr. - I risultati presentati all’American Academy of Neurology (AAN) aggiungono ulteriori evidenze al positivo profilo beneficio/rischio di fingolimod, potenziale prima terapia orale appartenente a una nuova classe di farmaci per la sclerosi multipla (SM) recidivante-remittente. I risultati dello studio Freedoms, della durata di due anni, hanno dimostrato che fingolimod al dosaggio di 0,5 mg rispetto al placebo ha ridotto il tasso annuale di ricadute del 62% nei pazienti naive (precedentemente non-trattati). Nei pazienti che precedentemente avevano ricevuto altre terapie, il tasso annuale di ricadute e’ stato ridotto del 44%. Inoltre fingolimod al dosaggio 0,5 mg ha ritardato la progressione della disabilita’ del 30% rispetto al placebo. “Questi risultati rafforzano le possibilita’ che fingolimod rappresenti una svolta nel trattamento della SM sia per i medici che per le persone con sclerosi multipla recidivante-remittente”, dichiara Trevor Mundel, responsabile del Global Development di Novartis Pharma AG. “I risultati degli studi clinici - continua - dimostrano l’efficacia di fingolimod sia nei pazienti naive che nei pazienti gia’ in trattamento e i potenziali benefici del passaggio da interferone beta-1a, per via intramuscolare, a fingolimod”. Dei 1.153 pazienti che hanno partecipato allo studio Transforms, della durata di un anno, 1.027 (89%) sono entrati nell’estensione in aperto. I pazienti che nella fase in doppio cieco dello studio erano stati trattati con fingolimod hanno proseguito lo studio allo stesso dosaggio (0,5 mg o 1,25 mg), mentre i pazienti che avevano ricevuto interferone beta-1a per via intramuscolare sono stati randomizzati a ricevere fingolimod 0,5 mg o 1,25 mg. I pazienti trattati con fingolimod per due anni hanno presentato un tasso annuale di ricadute piu’ basso sia al primo anno (0,16%) che al secondo anno (0,18%). Questi pazienti hanno mantenuto a 2 anni una significativa riduzione delle ricadute e delle lesioni cerebrali valutate con la MRI rispetto al gruppo dei pazienti originariamente trattati con interferone beta-1a, per via intramuscolare, e successivamente convertiti al trattamento con fingolimod. Nel sottogruppo di pazienti trattati nel primo anno con interferone beta-1a per via intramuscolare e nel corso del secondo anno con fingolimod 0,5 mg, il tasso annuale di ricadute nel secondo anno si e’ ridotto del 31%; inoltre il numero di nuove o aumentate lesioni cerebrali in T2, marker di attivita’ della malattia, e’ diminuito del 67% nel secondo anno. (AGI) Red/Eli (Segue)