SALUTE: ITALIA PROMOSSA SU LEGGI DISABILI MA BOCCIATA SU SERVIZI

(AGI) - Roma, 13 mag. - L’Italia ha fatto diversi passi in avanti sulle politiche per i disabili e la legge 104 del 1992 ne costituisce il principale esempio. Tuttavia, ci scontra ancora con numerosi problemi dovuti probabilmente alla lentezza delle amministrazioni nel recepimento delle norme e alla scarsita’ di risorse finanziarie a disposizione dei governi locali. Il tema della disabilita’ in Italia e’ stato affrontato dall’Istat che in un volume ha ricostruito un quadro completo sulle condizioni di salute, l’esperienza lavorativa, le relazioni familiari e, piu’ in generale, il livello di partecipazione sociale delle persone oggetto di indagine, nel nostro Paese. Sono state ripercorse le diverse fasi della vita dei disabili, dal periodo scolastico a quello della vecchiaia, approfondendo gli aspetti legati alle politiche sociali finalizzate all’inserimento scolastico, all’integrazione lavorativa e al complesso di aiuti, formali e informali, sui quali le persone con disabilita’ possono contare. Viene inoltre documentata quella parte della protezione sociale dedicata al sistema di previdenza per le persone con disabilita’. Il risultato sono quindi contrastanti: sebbene appunto, l’Italia si sia dotata di normative importanti come la gia’ citata legge 104 e la 68 del 1999 in materia di inserimento lavorativo o la 328 del 2000 in tema di integrazione socio sanitaria ponendo il Paese all’avanguardia in Europa, si evidenzia che, ad esempio, il principale strumento di supporto alle persone con disabilita’ e alle loro famiglie e’ rappresentato dal sistema dei trasferimenti monetari, sia di tipo pensionistico sia assistenziale. Perdura inoltre la carenza di servizi e assistenza formale da parte del sistema sociale e questo deficit ricade inevitabilmente sulle famiglie, che continuano a farsi carico della maggior parte delle attivita’ di cura e di aiuto ai loro componenti in condizione di disabilita’. Le politiche sull’inserimento scolastico e lavorativo non hanno ancora conseguito pienamente gli obiettivi prefissati, come testimoniano i dati sui livelli di istruzione delle persone con disabilita’, sensibilmente piu’ bassi rispetto al resto della popolazione, e sul numero di occupati che non sono ancora in linea con il resto del Paese. Mld (Segue)