SALUTE: NUOVO FARMACO EFFICACE CONTRO ARTRITE GIOVANILE
(AGI) - Roma, 18 giu. - Nuove speranze per i bambini affetti da artrite idiopatica giovanile, una grave forma di artrite giovanile per la quale finora non esistevano terapie appropriate. Roche ha annunciato oggi che i nuovi dati presentati al congresso dell’European League Against Rheumatism (EULAR) dimostrano che tocilizumab e’ altamente efficace nel migliorare i segni e i sintomi dell’Artrite Idiopatica Giovanile ad esordio sistemico. Tocilizumab e’ anche ben tollerato dai bambini affetti da AIG con un profilo di sicurezza simile a quello rilevato dagli studi condotti sull’artrite reumatoide negli adulti. I dati provenienti dallo studio TENDER di fase III hanno dimostrato che l’85% dei pazienti ha ottenuto, a seguito di tre mesi di terapia con tocilizumab, il 30% di miglioramento dei segni e dei sintomi dell’Artrite Idiopatica Giovanile ad esordio sistemico (ACR30), oltre all’assenza di febbre, una caratteristica primaria di questa malattia, a confronto con il 24% trattati con placebo. Ulteriori dati hanno dimostrato che il 70% dei pazienti ha ottenuto il 70% di miglioramento (ACR70) e il 37% ha raggiunto il 90% (ACR90). Inoltre quasi due terzi dei pazienti non hanno presentato eruzioni cutanee dopo tre mesi di terapia. “C’e’ una fondamentale necessita’ di nuove terapie per i bambini affetti da Artrite Idiopatica Giovanile ad esordio sistemico, una malattia che provoca effetti debilitanti e che minaccia la vita dei piccoli pazienti, e questi dati aprono uno spiraglio molto incoraggiante”, ha commentato Hal Barron, M.D, a capo del Global Development e Chief Medical Officer di Roche. “La straordinaria efficacia di tocilizumab conferma che e’ stato fatto un importantissimo passo avanti nel trattamento della patologia poiche’ promette di avere un impatto significativo sulla vita di questi bambini”. L’AIG ad esordio sistemico e’ caratterizzata da artrite cronica, accompagnata da febbre intermittente, eruzioni cutanee, anemia, ingrossamento del fegato e/o della milza e infiammazione dell’endocardio e/o del mesoltelio. Il picco di eta’ e’ tra i 18 mesi e i due anni, sebbene si verifichi la persistenza della malattia in eta’ adulta. Il suo decorso e’ variabile e, nei casi piu’ gravi, fino a due terzi dei pazienti presenta artrite cronica e persistente e circa la meta’ di essi sviluppera’ una disabilita’ significativa. La malattia presenta la peggiore prognosi a lungo termine rispetto a tutti i sottotipi di artrite che colpiscono i bambini ed e’ responsabile di almeno i due terzi del totale dei decessi dei bambini affetti da artrite, con un tasso complessivo di mortalita’ stimato fra il due e il quattro per cento. (AGI) Red/Pgi