IPERTENSIONE: E’ ALLARME, OLTRE 80% MEDICI LA SOTTOVALUTA

(AGI) - Oslo, 21 giu. - In Europa i livelli di controllo della pressione arteriosa tra i pazienti ipertesi sotto trattamento varia approssimativamente tra il 30 e il 50%. L’ipertensione rimane la principale causa di mortalita’. Solo nel 2001 sono morti prematuramente 7,6 milioni di persone e quasi un quinto di tutte le disabilita’ corrette per l’aspettativa di vita in Europa viene attribuito agli effetti a lungo termine dell’ipertensione. Se non trattata l’ipertensione puo’ portare a gravi complicazioni mediche come l’ictus e l’infarto. Eppure l’ipertensione rimane la malattia piu’ prevenibile e curabile fra tutti gli eventi cardiovascolari. Sempre in Europa le malattie causate dall’ipertensione colpiscono 4,3 milioni di persone ogni anno e piu’ di due terzi dei pazienti europei non beneficia di un adeguato controllo della pressione arteriosa. Il rischio cardiovascolare e’ legato sia ai livelli di pressione sistolica che a quelli diastolica. Per esempio, una meta-analisi dei dati prospettici su oltre un milione di adulti ha dimostrato che per le persone di eta’ compresa tra 40 e 69 anni, ogni aumento di 20 mmHg nel valore normale di pressione sistolica, o un incremento di 10 mmHg nel valore normale di pressione diastolica, raddoppia il rischio di morte per malattie coronariche. Oltre al costo umano il mancato controllo dell’ipertensione comporta un costo economico rilevante, pari a piu’ di 90 miliardi di euro l’anno. E le malattie cardiovascolari hanno un costo annuo per l’Ue di oltre 190 miliardi di euro, di cui 110 miliardi spesi per costi sanitari diretti e 82 miliardi per perdita di produttivita’ e cure da parte dei familiari.

Ecco quindi il programma Share che prende le mosse dal Libro Bianco del 2008 pubblicato sul “Journal of Hypertension”, il quale identificava una serie di sfide che impediscono ai pazienti ipertesi di raggiungere i target ottimali di pressione, individuando contestualmente raccomandazioni strategiche, fra cui la promozione della consapevolezza fra pazienti, medici e istituzioni dei rischi di un’ipertensione incontrollata e la necessita’ di costituire team sanitari multidisciplinari per una gestione ottimale dell’ipertensione e la semplificazionedel trattamento mediante l’uso di terapie combinate. Il Comitato scientifico di Share, di cui fa parte anche il professore Claudio Ferri, e Daiichi Sankyo sono convinti che una maggiore comprensione del vissuto quotidiano dei medici e delle loro scelte terapeutiche riguardo ai “Challenging Patients” possa determinare maggiori opportunita’ per combattere questo “killer silenzioso” globale. (AGI) Eli