MANOVRA: MEDICI CONFERMANO SCIOPERO DEL 19 LUGLIO
(AGI) - Roma, 5 lug. - Sciopero nazionale dei medici il 19 luglio per protestare contro la manovra: lo confermano i sindacati dei medici e della dirigenza del servizio sanitario nazionale in una lettera aperta ai cittadini per segnalare, spiega Massimo Cozza, segretario nazionale FPCGIL Medici, i “pericoli per la tutela della salute che portera’ la manovra economica se non sara’ corretta. Si chiede un aiuto per escludere la sanita’ pubblica dai tagli a partire dal blocco del turn over e dal dimezzamento dei precari, per impedire la riduzione della qualita’ e della quantita’ delle prestazioni sanitarie pubbliche”. Il 19 luglio a causa dello sciopero potranno saltare interventi e prestazioni sanitarie non urgenti.
I sindacati dei dirigenti medici, veterinari, sanitari e amministrativi del Servizio sanitario nazionale, spiegano quindi nella lettera i motivi che li spingono a protestare contro la manovra economica varata dal governo Berlusconi. “Il nostro servizio sanitario - si legge - sta per essere travolto da una serie di provvedimenti che metteranno a rischio i servizi oggi garantiti con pesanti effetti sulla vita delle persone. Vogliamo segnalarti alcuni di questi pericoli:
la manovra tagliera’ i trasferimenti economici dallo Stato alle Regioni e ai Comuni e di conseguenza ridurra’ le prestazioni nei settori della disabilita’, della salute mentale e degli anziani fragili; condizionera’ negativamente anche
i servizi sanitari ospedalieri e territoriali e scompariranno le politiche della prevenzione”. Secondo punto: “La manovra portera’ al licenziamento di migliaia di medici precari impegnati nei settori dell’Emergenza e al pensionamento di 30.000 medici e dirigenti sanitari con l’impossibilita’ di assicurare la continuita’ assistenziale e l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza a causa della riduzione dei posti letto e delle sedute operatorie e comportera’ l’allungamento delle liste di attesa anche per le prestazioni radiologiche di alta tecnologia. Il risultato finale - prosegue la lettera - sara’ la riduzione della qualita’ e della quantita’ delle prestazioni erogate ai cittadini italiani. Con questi presupposti si rischia di avere diritti diversi a seconda delle condizioni economiche delle Regioni nelle quali si vive e di essere privati del SSN, quale presidio fondamentale della tutela della salute: un diritto costituzionale che deve essere riconosciuto a tutti senza distinzioni di censo. Chi puo’ contare su adeguate condizioni economiche si rivolgera’ al privato, ma chi vive in condizioni economiche disagiate o del proprio stipendio di dipendente o di una modesta pensione si dovra’ mettere in fila”. I sindacati sostengono che ad oggi non c’e’ alcuna concreta modifica in arrivo, ma solo parziali annunci del ministro della Salute, Ferruccio Fazio. (AGI) red/Sim