MANOVRA: CENTRO BIOETICA DELLA CATTOLICA, TUTELARE I DISABILI

(AGI) - CdV, 6 lug. - “Il Centro di Bioetica dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore condivide le giuste preoccupazioni espresse dalle Associazioni delle persone con disabilita’ di fronte agli emendamenti sull’invalidita’ previsti nella manovra economica”. Lo afferma una nota a firma del direttore dell’otrganismo, prof. Adriano Pessina. “Queste misure - si legge nel testo - di fatto finiscono con l’introdurre elementi di discriminazione non giustificabili alla luce dei principi di equita’ che dovrebbero governare la distribuzione dei sacrifici. Sull’onda del tema dei falsi invalidi (che vanno perseguiti in sede penale, insieme a coloro che ne hanno certificato la condizione di invalidita’), si rischia di alimentare un sottile stigma sociale nei confronti dei veri invalidi”.

Secondo il Centro di Bioetica dell’Universita’ Cattolica, “le famiglie italiane, che gia’ si trovano a pagare l’assenza di un disegno complessivo di sostegno, dovranno affrontare ancora piu’ gravi oneri qualora si trovassero nella situazione di doversi prendere cura di persone con disabilita’. Inoltre una carente politica sulla disabilita’ finisce con il penalizzare le donne, sulle quali gravano sempre di piu’ i compiti di assistenza e di presa in carico. I diritti delle persone con disabilita’ sono diritti di cittadinanza, che ci riguardano tutti”. “Non e’ sufficiente - spiega la nota - sottoscrivere la Convenzione ONU dei diritti delle persone con disabilita’, come ha fatto l’Italia, se poi di fatto non si fa abbastanza per garantirne l’attuazione”.

L’auspicio del Centro di Bioetica dell’Universita’ Cattolica, “e’ che si possa riconsiderare la manovra economica tenendo conto che la preoccupazione di un paese civile debba essere quella di conciliare il necessario rigore economico con il rispetto per tutti i propri cittadini, anche se non produttivi a causa di una condizione di salute”. “L’impegno a tutela della vita umana non puo’ essere circoscritto - conclude - ai temi della vita nascente e morente, ed e’ evidente che sono proprio le politiche economiche sulla disabilita’ a manifestare quale idea di giustizia e di solidarieta’ si intende promuovere nel Paese”. (AGI) Siz