SCUOLA: CGIL-CISL-UIL, CON TAGLI SISTEMA REGIONALE A RISCHIO

(AGI) - Cagliari, 23 lug. - Lo scenario descritto da Cgil, Cisl e Uil parte dall’analisi della scuola dove si registra l’espulsione dal mondo del lavoro di migliaia di precari, accorpamento di classi, assenza di sostegno agli studenti con disabilita’. “In Sardegna siamo stati i piu’ bravi ed efficienti - ha sottolineato ironicamente Giuseppe Macioccu, della Uil scuola - a fare i tagli previsti dalla riorganizzazione nazionale, e senza protestare, ne’ come Regione ne’ come direzione scolastica”. “Spaventa - ha sottolineato Terenzio Calledda, della segreteria regionale Uil - che le istituzioni regionali non protestino con lo Stato e non si preoccupino del compito che, dal prossimo anno, scaricheranno sulle provincie e sui comuni”.

Nel mondo della formazione professionale c’e’ incertezza per i 600 lavoratori dell’elenco regionale dei formatori e per i convenzionati. “Quest’anno - ha spiegato Oriana Putzolu - non e’ stato attivato neanche un corso e siamo gia’ in ritardo anche per la programmazione del prossimo anno. Ci sono 13 milioni non spesi del piano 2008-2009, 20 milioni per il piano 2009-2010, ma nessuna provincia ha avviato un bando”.

Nel documento unitario illustrato oggi i sindacati i sindacati hanno inserito le proposte per provare a rilanciare il sistema istruzione. Al primo punto viene chiesto di aprire di una vertenza con lo Stato perche’ riconosca anche nel settore della formazione e della scuola l’insularita’ e la specificita’ della Sardegna. I rapresentanti dei lavoratori sollecitano anche un piano straordinario di lotta alla dispersione scolastica ed uno per l’edilizia, azioni per il diritto allo studio e per l’emergenza occupazionale, il sostegno alle autonomie scolastiche e tavoli di confronto e negoziazione di patti sull’istruzione, che abbiano come interlocutori la Regione, gli enti locali, l’amministrazione scolastica regionale e provinciale. (AGI) Cli/Sol/Cog