SALUTE: STUDIO, PREGARE PER QUALCUNO AIUTA LA GUARIGIONE
(AGI) - Bloomington, 5 ago. - Pregare per la guarigione di un’altra persona, specie se lo si fa a stretto contatto con il malato, provoca inspiegabilmente un effettivo, tangibile miglioramento delle sue condizioni di salute. E’ il sorprendente risultato a cui e’ giunto uno studio condotto dal prof. Candy Gunther Brown, professore associato presso il Dipartimento di Studi Religiosi della Bloomington Indiana University, che verra’ pubblicato sul numero di settembre del Southern Medical Journal. Lo studio, intitolato “studio degli effetti terapeutici della preghiera di intercessione prossimale (Stepp) sulle menomazioni visive e uditive nel Mozambico rurale” per la prima volta ha misurato soprendenti miglioramenti in vista e udito nei malati che potevano “usufruire” di un sacerdote o anche un laico che pregava per loro. “Abbiamo scelto di indagare la ‘preghiera prossimale’ - spiega Brown - perche’ e’ cosi’ che molte preghiere di guarigione vengono effettivamente praticate dai gruppi carismatici e pentecostali in tutto il mondo”. Secondo Brown, addirittura, il boom di questi sottogruppi cristiani (che contano ormai mezzo miliardo di fedeli nel mondo) si spiega anche con l’efficacia delle loro “preghiere guaritrici”. Brown e i suoi colleghi hanno studiato le attivita’ dei gruppi di guarigione Iris Ministries e Global Awakening in Mozambico e Brasile a causa della loro reputazione di centri di preghiera specializzati per le persone con disabilita’ dell’udito e della vista. I ricercatori hanno utilizzato un audiometro e grafici visivi per valutare 14 soggetti del Mozambico rurale che avevano segnalato problemi di udito e 11 con problemi alla vista, sia prima che dopo la preghiera. Il risultato e’ stato un sensibile miglioramento dell’udito (fino a 50 decibel) e alla vista (passando da 20/400 o anche meno a 20/80 e oltre). Questi miglioramenti sono molto piu’ grandi di quelli tipici da suggestione o da ipnosi. Brown racconta che un soggetto, una donna anziana di nome Maryam Mozambico, inizialmente non riusciva a vedere la mano di una persona, con due dita alzate, da una distanza di pochi centimetri. Un praticante di guarigione ha messo una mano sugli occhi di Maryam, la ha abbracciata e ha pregato per meno di un minuto, poi la donna e’ riuscita a vedere le dita e persino a leggere la linea 20/125 su un grafico visivo. La ricerca scientifica sulla preghiera di intercessione, negli ultimi decenni ha generato una tempesta di polemiche, con i critici che sostengono come la preghiera sia intrinsecamente non scientifica e i meccanismi psicologici che innesca sono sconosciuti. (AGI) Pgi