BAMBINO GESU’ ROMA APRE PRIMO CENTRO PER “CURA GLOBALE”
(AGI) - Roma, 30 mar.- L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesu’ di Roma ha attivato il primo centro italiano multidisciplinare per i bambini e i ragazzi con disabilita’ per offrire un’opportunita’ di cura “globale” alle famiglie dei piccoli pazienti con problemi sia fisici che psicologici. In Italia, infatti, fino ad oggi i pazienti con disabilita’, specie se minori, si trovano di fronte a una dispersione di offerte di cura specialistiche che li espone a seri rischi per la salute, oltre che a lunghe attese e comportando costi sociali elevati.
Nel nostro Paese, secondo l’Istat, sono oltre 2.615.000 i disabili gravi con piu’ di 6 anni di eta’, ma si arriva al 13% del totale della popolazione (sopra i 6 anni) se si considerano anche le disabilita’ cosiddette lievi. Sono oltre 160.000, stando ai dati del Ministero dell’Istruzione, Unversita’ e Ricerca, i bambini e i ragazzi in situazione di handicap. Cifre che sono senz’altro ampiamente sottostimate, se si considerano le resistenze e i pregiudizi dei familiari nell’accettare di avere un parente o peggio, un figlio, disabile. Non a caso, si parla infatti di “stigma” della disabilita’. Inoltre, non esistono dati significativi sulla ampiezza del fenomeno nei bambini al di sotto dei 6 anni.
Il centro multidisciplinare per i pazienti con disabilita’ del Bambino Gesu’ offre in un’unica seduta la valutazione complessiva delle esigenze del bambino o del ragazzo, pianificando con la metodica organizzativa del “case management” tutte le attivita’ assistenziali, chirurgiche e terapeutiche necessarie. In questo modo, in un’unica seduta chirurgica, e’ possibile risolvere anche definitivamente problemi di salute che, senza l’approccio multidisciplinare, comporterebbero numerose sedute operatorie e altrettante esposizioni alle sedazioni totali. Il medico dell’equipe multidisciplinare che prende in carico il singolo paziente ne diventa di fatto il “tutor clinico” che ne seguira’ l’andamento dei progressi sul piano della salute pure dopo la dimissione. Un punto di riferimento anche per i medici del territorio che, dopo il ritorno a casa del paziente, avranno cosi’ la possibilita’ di interagire con una realta’ assistenziale in grado di rispondere a tutte le esigenze cliniche del piccolo paziente. Al proprio arrivo in Ospedale la famiglia del bambino con disabilita’ viene accolta dal pediatra, dallo psicologo e dal neuroriabilitatore che, assieme, delineano il primo profilo clinico del paziente, per poi sottoporlo a visita analitica assieme a tutti i medici che compongono l’equipe multidisciplinare dell’ambulatorio. (AGI)
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