DISABILI: CON PROTESI HI-TECH PIU’ QUALITA’, MENO COSTI SSN

(AGI) - Roma, 27 apr. - Con protesi di ultima generazione, “hi-tech”, i disabili ottengono una migliore qualita’ di vita e meno costi sociali per il servizio sanitario nazionale. La ricerca sulla qualita’ della vita dei pazienti amputati d’arto, ultimata dal Cergas Bocconi e’ stata presentata oggi a Roma alla presenza del sen. Cesare Cursi, sottosegretario al ministero della Salute. Secondo lo studio, rispetto alla protesi “old-Style” il ginocchio elettronico, una protesi comandata da un sofisticato microchip con software, riesce a leggere il terreno e interpretare l’andatura del paziente. Il costo sociale e’ risultato di 9.600 euro rispetto ai 13 mila euro con la tecnologia tradizionale. Ecco perche’ il prof. Alessandro Giustini, presidente della Simfer, la societa’ italiana di medicina fisica e riabilitazione - che ha promosso il convegno - ha chiesto che venga aggiornato il nomenclatore delle protesi e degli ausili, come il prontuario farmaceutico, fermo al 1992 con una limitata revisione apportata nel 1999.
In Italia le persone con disabilita’ sono quasi 3 milioni, le amputazioni di arto inferiore, per incidenti o malattie, sono piu’ di 11 mila l’anno, 4 mila delle quali eseguite all’altezza de femore. Il 40% dei disabili con protesi meccanica ha abbandonato il proprio lavoro, rispetto al 26% di coloro che gia’ utilizzano la protesi hi-tech.
Ma ancora molti disabili italiani, e’ stato detto, pagano sulla proprie pelle i ritardi e la miopia del SSN. “Occorre dotare le Asl, nella revisitazione dei Lea (livelli essenziali di assistenza), di uno strumento per le prestazioni di ausilio e riabilitazione, previo un piano terapeutico mirato”, ha sottolineato il sottosegretario Cursi secondo il quale l’argomento deve essere discusso nella conferenza Stato-Regioni. (AGI)