(AGI) - Roma 22 ott.- L’igiene ma anche le infezioni partono dalle mani. Un medico ospedaliero su due non se le lava fra una visita e l’altra, mettendo i pazienti a rischio di pericolose infezioni. E chi si ricorda di farlo dedica alla pulizia a malapena dieci secondi, tralasciando di asciugarsi le mani quattro volte su cinque. Lo riferiscono gli esperti riuniti a Firenze per il settimo congresso europeo di chemioterapia e infezioni.
“Lavarsi le mani e’ il primo e piu’ semplice modo per evitare il diffondersi delle infezioni, ma ancora oggi questa buona abitudine e’ appannaggio di pochi”, riferisce Teresita Mazzei, presidente del congresso e ordinario di chemioterapia al dipartimento di farmacologia dell’universita’ di Firenze. E i medici, che dovrebbero dare il buon esempio, sono proprio i meno ligi alle regole di pulizia.
A questo riguardo il 13 ottobre scorso l’Organizzazione mondiale della sanita’(Oms) ha presentato a Ginevra le “Linee guida sulla corretta igiene delle mani”, che i medici saranno tenuti ad applicare prima di effettuare prelievi, iniezioni o qualunque altra pratica clinica: 103 pagine di informazioni sull’uso dei guanti, i prodotti e i metodi piu’ efficaci per detergere le mani, le precauzioni, i programmi di controllo e i tipi di infezione per migliorare l’educazione dei camici bianchi in materia di pulizia.
“L’igiene delle mani, che comporta un’azione veramente semplice, rimane la misura primaria per ridurre le infezioni associate alle prestazioni sanitarie”, affermano all’Oms. Perche’ sono proprio le mani dei sanitari le maggiori responsabili della diffusione delle infezioni ospedaliere, che colpiscono milioni di pazienti: almeno il 15% dei ricoverati in ospedale contrae un’infezione durante la degenza, con pesanti conseguenze in termini di mortalita’, disabilita’ e spese aggiuntive per i servizi sanitari. E, a rischio sono soprattutto i reparti di terapia intensiva, dove nella concitazione delle cure un medico su dieci dimentica acqua e sapone: “La fretta nel passare da un paziente grave all’altro, pero’, non puo’ essere addotta a scusa per una scarsa igiene”, osserva Mazzei, “il rischio di trasmettere infezioni aumenta molto, e i medici dovrebbero saperlo meglio di chiunque altro. Basterebbe poco, in fondo, per evitare guai: oggi sono disponibili soluzioni e saponi efficaci per la pulizia e al tempo stesso piu’ semplici da usare rispetto all’acqua e sapone”. (AGI)