Archivio per il maggio, 2007

FISCO: ABRUZZO, ASSISTENZA DOMICILIARE A PERSONE SVANTAGGIATE

giovedì, maggio 31st, 2007

(AGI) - L’Aquila, 31 mag. - La Direzione Regionale dell’Abruzzo ha promosso una specifica attivita’ di assistenza a domicilio destinata alle persone svantaggiate ed in particolare a quelle con disabilita’. Gli anziani e le persone svantaggiate possono rivolgersi direttamente all’Ufficio Servizi al Contribuente della Direzione Regionale, ubicata in Corso Federico II, n. 9, L’Aquila, per ricevere telefonicamente o direttamente al domicilio un aiuto per la compilazione e la trasmissione in via telematica della dichiarazione dei redditi, informazioni ed assistenza in merito alla modulistica per fruire delle agevolazioni fiscali, il rilascio della tessera sanitaria, chiarimenti su comunicazioni di irregolarita’ ed avvisi bonari. Gli appuntamenti con gli operatori potranno essere concordati per posta elettronica, all’indirizzo dr.abruzzo.sac@agenziaentrate.it, o telefonicamente al numero 0862/648.208. Le visite da parte dei funzionari dell’Agenzia delle Entrate, muniti di apposito tesserino di riconoscimento, saranno effettuate esclusivamente su appuntamento e su richiesta diretta del singolo cittadino interessato. Il progetto tende ad offrire un aiuto concreto agli anziani e ai disabili. (AGI)
Ett

SALUTE: IN SARDEGNA “ASINERIA” CONTRO IPERTENSIONE E DISAGIO

mercoledì, maggio 30th, 2007

(AGI) - Roma, 30 mag. - Arriva “l’asineria” utile per combattere l’ipertensione, ma anche nelle terapie contro le disabilita’, dall’autismo alle patologie psico-motorie. Ne da’ notizia la Coldiretti nel sottolineare che la novita’ nasce in un’azienda agricola di una decina di ettari a Maracalagonis, in provincia di Cagliari, e punta sull’inclusione sociale di soggetti disabili a diverso titolo, attraverso il contatto con gli asinelli sardi.
La prima “Asineria Sociale della Sardegna”, con venti asinelli di razza sarda docili, sereni e addestrati e’ una iniziativa molto seria che puo’ contribuire a restituire il sorriso a chi e’ in difficolta’ attraverso l’onoterapia: una disciplina che - sottolinea la Coldiretti - permette la rieducazione motoria e affettiva e che utilizza come stimolo la relazione con gli animali grazie alla mediazione di un operatore specializzato.
Il miglioramento delle relazioni umane e il benessere della persona - prosegue la Coldiretti - sono gli obiettivi di questa terapia avvalorati da numerosi studi, che hanno dimostrato come la pet therapy basata sul contatto con gli asini provochi il consolidamento dell’autostima e della socialita’ e l’aumento della motivazione.
Il progetto, promosso dalla Coldiretti, asce nella tenuta Is Alinos, dell’imprenditore Nanni Pinna. A curare il progetto e a sostenere l’attivita’ dell’impresa agricola e’ la cooperativa sociale l’Alchimia, della quale fanno parte medici ed esperti nella cura delle patologie psicomotorie da tempo impegnati nella sperimentazione nelle scuole e con alcuni ragazzi autistici. (AGI)
Red (Segue)

SALUTE: COLDIRETTI, “L’ASINERIA” CONTRO IPERTENSIONE E DISAGIO

mercoledì, maggio 30th, 2007

(AGI)- Roma, 30 mag.- Arriva l’asineria utile per combattere l’ipertensione, ma anche nelle terapie contro le disabilita’, dall’autismo alle patologie psico-motorie. Ne da’ notizia la Coldiretti nel sottolineare che la novita’ nasce in un’azienda agricola di una decina di ettari a Maracalagonis, in provincia di Cagliari e punta sull’inclusione sociale di soggetti disabili a diverso titolo, attraverso il contatto con gli asinelli sardi.
La prima ‘Asineria Sociale della Sardegna’, con venti asinelli di razza sarda docili, sereni e addestrati e’ una iniziativa molto seria che puo’ contribuire a restituire il sorriso a chi e’ in difficolta’ attraverso l’onoterapia: una disciplina che - sottolinea la Coldiretti - permette la rieducazione motoria e affettiva e che utilizza come stimolo la relazione con gli animali grazie alla mediazione di un operatore specializzato. Il miglioramento delle relazioni umane e il benessere della persona - prosegue la Coldiretti - sono gli obiettivi di questa terapia avvalorati da numerosi studi che hanno dimostrato come la pet therapy basata sul contatto con gli asini provochi il consolidamento dell’autostima e della socialita’ e l’aumento della motivazione.
Un progetto importante, promosso dalla Coldiretti, che vede l’azienda agricola al centro di una importante iniziativa di inclusione sociale e che nasce nella tenuta Is Alinos, dell’imprenditore Nanni Pinna. A curare il progetto e a sostenere l’attivita’ dell’impresa agricola e’ la cooperativa sociale l’Alchimia della quale fanno parte medici ed esperti nella cura delle patologie psicomotorie da tempo impegnati nella sperimentazione nelle scuole e con alcuni ragazzi autistici. Stare vicino, camminare al fianco degli asinelli sardi, accarezzarli, sono gli elementi principali della fase terapeutica. Con l’asino e’ possibile avviare un percorso educazionale, emotivo ed affettivo, senza l’aiuto di farmaci o psico farmaci, spiegano gli esperti del consorzio Alleva Asini promosso dalla Coldiretti. La pet therapy, oltre la rilevanza terapeutica, offre l’opportunita’ di un rilancio dell’asino di razza sarda, che dopo un periodo buio, con rischi per la stessa sopravvivenza della razza, oggi vede nuove condizioni favorevoli all’allevamento. Il boom per l’allevamento di asini riguarda tutta Italia ed e’ dovuto anche - sottolinea la Coldiretti - alla riscoperta delle proprieta’ del latte d’asina in medicina a causa dell’aumento delle allergie nei bambini e in cosmetica per rispendere alle esigenze femminili. La domanda crescente del mercato e le caratteristiche proprie del simpatico animale hanno stimolato l’interesse di un numero crescente di aziende, presenti soprattutto nelle aree interne del Paese, che hanno riscoperto questa forma di allevamento importante per l’ambiente e la biodiversita’.(AGI)
Red

AUTISMO: LOMBARDIA, FAMIGLIE PROMUOVONO SERVIZI SOCIO-SANITARI

sabato, maggio 26th, 2007

(AGI) - Milano, 26 mag. - Si dichiarano molto soddisfatte dell’aiuto che ricevono dal mondo del volontariato e danno una valutazione sostanzialmente positiva dei servizi socio sanitari pubblici; ma quello di cui dicono di aver piu’ bisogno e’ di essere informate e orientate nel difficile compito di educare e di convivere con un figlio autistico. Sarebbe quindi assai ben accetta la creazione di un “referente unico per le famiglie”. E’ in sintesi quanto emerge dall’indagine: “La famiglia davanti all’autismo”, promossa dall’assessorato della Regione Lombardia alla Famiglia e Solidarieta’ sociale, in collaborazione col Ministero della Salute, la Fondazione Cometa e l’IRER (istituto regionale di ricerca della Lombardia) e i cui risultati sono stati illustrati, questa mattina, del corso di in convegno che si e’ tenuto a presso l’Universita’ Milano Bicocca di Milano.
La ricerca e stata condotta dal Renato Mannheimer su 300 famiglie lombarde, con figli autistici dai 3 ai 19 anni; il 21% della popolazione autistica, stimata in Lombardia per questa fascia di eta’. “Nell’affrontare questo problema - ha detto l’assessore regionale alla Famiglia e solidarieta’ sociale Gian Carlo Abelli - avremmo potuto percorrere la via tecnica, quella della diagnosi e della cura; abbiamo scelto invece quella di coinvolgere direttamente le famiglie, conoscere da loro quali sono le difficolta’ e i problemi che incontrano, quali le aspettative e di conseguenza avere gli elementi per poter rendere le risposte delle Istituzioni piu’ adeguate ai loro bisogni. Abbiamo operato una precisa scelta di campo che documenta, e in maniera forte, quanto la persona e la famiglia siano effettivamente al centro del problema”.
“Il quadro complessivo dei servizi dell’autismo in Lombardia e’ una foto in chiaroscuro - ha detto Mannheimer - con alcune zone di eccellenza ed altre zone grigie”. In media i servizi si meritano la sufficienza e comunque quasi il 60% delle famiglie si dichiara soddisfatto dei servizi a disposizione; soddisfazione che e’ maggiore per le famiglie con bambini fino ai 10 anni ed e’ invece in lieve calo per quelle con ragazzi dai 15 ai 19. Dopo i 15 anni infatti, con la fine delle scuole medie e l’inizio del periodo adolescenziale, si apre il momento piu’ difficile per i giovani autistici.
Fino a 15 anni la scuola e’ il contesto piu’ rilevante per loro. E anche in questo settore la realta’ lombarda si presenta a macchia di leopardo: a fianco di istituti, di cui i genitori sono entusiasti, dove tutti gli operatori si organizzano per dare il meglio di se’, ci si imbatte in contesti dove i ragazzi si trovano a dover interagire con personale scarsamente preparato o in continuo turn over. Gli elementi che comunque incidono di piu’ nella valutazione positiva dei servizi e’ la capacita’ di ascolto del personale e la continuita’ del servizio per l’intero ciclo della vita della persona. (AGI)
Fea

SOCIALE: SOTTOSEGRETARIO DONAGGIO INCONTRA MINISTRO GB HUTTON

venerdì, maggio 25th, 2007

(AGI) - Roma, 25 mag. - L’invecchiamento attivo della popolazione e i servizi volti a favorire la piena inclusione e la partecipazione delle persone con disabilita’ nel mondo del lavoro e nella societa’, sono stati i temi al centro di un colloquio tra la Sottosegretaria del Ministero della Solidarieta’ sociale Franca Donaggio e il Ministro del Lavoro inglese John Hutton per discutere sui temi dell’inclusione sociale delle persone disabili e dell’invecchiamento attivo.
Nel corso dell’incontro, si sono registrati punti di convergenza significativi a livello di politiche sociali nazionali.
Dal colloquio e’ emerso inoltre l’interesse a trovare ulteriori occasioni di incontro e momenti di confronto sulle strategie e sulle politiche di comune competenza. (AGI)
Red/Dos

GIORNATA ONCOLOGIA: DE LORENZO, AFFERMARE NUOVI DIRITTI MALATO

venerdì, maggio 25th, 2007

(AGI) - Milano, 25 mag. - Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, che ha ospitato la presentazione della giornata, ha sottolineato come la Lombardia si attiene alla legge 80 e “ha fissato i tempi massimi per l’accertamento dell’invalidita’ civile. Le verifiche che facciamo periodicamente ci danno dei risultati positivi e le criticita’ rilevate sono pochissime. Nonostante cio’ vogliamo migliorarli”.
Secondo i dati elaborati dall’Istituto superiore della Sanita’ e dall’Istituto dei Tumori di Milano, la tendenza e’ che aumenteranno le persone con un passato oncologico. Gli esperti si attendo che insieme all’aumento dei numero di nuovi casi aumentera’ anche quello dei guariti e dei malati cronici, il numero dei decessi, invece, tendera’ a ridursi o stabilizzarsi. Nel 1970 ci sono stati 118mila nuovi casi e le persone che hanno avuto diagnosi di tumore 310mila con 87mila decessi. Gli esperti prevedono che nel 1010 i nuovi casi saranno 255mila, le persone che hanno avuto diagnosi di tumore 1 milione e 925mila, i decessi 122mila.
“Di tumore - conclude De Lorenzo - ci si ammala di piu’ ma si guarisce anche di piu’. Tra i guariti, pero’, in non pochi casi la malattia lascia nel corpo e nel fisico segni indelebili, mentre tra i malati cronici e lungo-viventi so sono la maggioranza coloro che necessitano di cure per tutta la loro vita. Cio’ significa che siamo, e saremo, in presenza di una vera e propria disabilita’ di massa causata dal cancro, un fenomeno che una societa’ consapevole deve e puo’ affrontare per tempo”.
(AGI)
Fea

FAMIGLIA: FLAVIA PRODI, LA SFIDA SI PUO’ VINCERE

giovedì, maggio 24th, 2007

(AGI) - Firenze, 24 mag. - “Si deve” vincere la sfida verso la ‘disattenzione’ nei confronti della famiglia. Ma per fare questo serve “una rete familiare, politiche adeguate, e soprattutto una comunita’ in grado di dare un sostegno attraverso reali servizi: bisogna sempre essere attenti ai bisogni e alle domande delle famiglie”. A sottolineare l’importanza delle politiche di sostegno alle famiglie e’ Flavia Franzoni, moglie del premier, Romano Prodi, che da oltre 30 anni si occupa di politiche sociali e in questi giorni presente a Firenze per la Conferenza Nazionale sulla Famiglia.
Bisogna “saper cogliere i nuovi problemi e saper trovare le soluzioni”. Un esempio per tutti: “guardate quante assistenti familiari o badanti - scusate il brutto termine, precisa - stanno aiutando le nostre famiglie, questo e’ un problema nuovissimo che non e’ - prosegue - un problema da relegare nel privato” ma, al contrario “deve essere affrontato tenendo conto delle politiche per l’immigrazione e delle politiche per gli anziani. Bisogna dunque aiutare le famiglie a poter usufruire di queste risorse, perche’ non e’ neanche facile portare in casa propria un aiuto di questo genere.
La presenza delle tantissime persone che oggi sono venute” alla Conferenza nazionale della famiglia “sono il segnale di come tutti siano preoccupati di affrontare i nuovi problemi della famiglia. I tantissimi operatori che lavorano nel settore da anni, per gli anziani, per i bambini , per le persone piu’ in difficolta’ come la disabilita’ o la tossicodipendenza, sono tutti uniti dall’intento di lavorare insieme” e non e’ un caso “perche’in famiglia si vive e perche’ sulla famiglia questi problemi vengono caricati. E’ pero’ necessario - conclude - valorizzare le figure di questi operatori, troppo spesso non sufficientemente valutati sia dal punto di vista economico che della dignita’ professionale”. (AGI)
Mav

FINANZIARIA: FONDO DA 120 MLN PER LA NON AUTOSUFFICIENZA

martedì, maggio 22nd, 2007

(AGI) - Cagliari, 22 mag. - Il Consiglio regionale ha dato il via libera all’istituzione del Fondo regionale per la non autosufficienza finalizzato al sostegno di anziani o disabili e alle loro famiglie.
Sara’ alimentato da risorse regionali, statali e comunitarie e per il 2007 potra’ contare su una dotazione di 120 milioni di euro da integrare con la quota di risorse assegnate alla Sardegna dall’omologo fondo nazionale. La novita’ e’ contenuta nell’emendamento predisposto dalla Giunta regionale, e approvato dall’Aula con 51 si’, 3 astenuti e nessun voto contrario, che ha introdotto l’articolo 32 ter del disegno di legge finanziaria. Il terzo comma dell’emendamento fornisce la definizione dei soggetti non autosufficienti (”persone disabili o anziane che non possono provvedere alla cura della propria persona e mantenere una normale vita di relazione senza l’aiuto determinante di altri”) e stabilisce che la valutazione di non autosufficienza e’ effettuata con criteri e modalita’ stabilite dalla Giunta regionale.
La somma di 120 milioni di euro sara’ cosi’ ripartita: 25 milioni di euro saranno destinati al potenziamento dell’assistenza domiciliare, 6 milioni di euro al sostegno nella responsabilita’ di cura di persone non autosufficienti; 9 milioni per il finanziamento di azioni di integrazione socio-sanitaria previsto dall’accordo fra Regione e Anci; 36 milioni di euro per piani personalizzati per persone con disabilita’ grave; 5 milioni di euro per il programma “Ritornare a casa”, 700 mila euro per interventi volti a regolarizzare il ricorso alle cosiddette badanti.
L’assessore Dirindin, intervenendo in Aula, ha parlato di “notevole sforzo” e di “risorse importanti”, soprattutto se paragonate all’entita’ del fondo nazionale quantificato in 200 milioni di euro, poi ridotto a 160 milioni di euro. L’assessore ha stimato in sette-ottomila le famiglie che ne beneficeranno, prevedendo anche la creazione di un minimo di 1.500 posti di lavoro e sino al un massimo di 4 mila posti di lavoro a tempo parziale.
Dopo il via libera al 32 ter, l’Assemblea ha approvato un emendamento che stabilisce il termine di 15 giorni per l’entrata in vigore della finanziaria per poi sospendere la seduta, su richiesta del capogruppo di Rifondazione Comunista Luciano Uras e dell’Udeur, al momento di discutere l’emendamento sulla stabilizzazione dei precari della Regione, uno degli argomenti piu’ caldi della manovra. (AGI)
Cli/Rob

PREMI: A LEGA FILO D’ORO ‘ARA PACIS’ DA ROTARY CLUB

martedì, maggio 22nd, 2007

(AGI) Ancona, 22 mag. - Sulla base delle preferenze espresse dai rotariani di tutti i distretti d’Italia, San Marino, Malta e Albania, e’ stato assegnato alla Lega del Filo d’Oro il 38° Premio Nazionale ‘Ara pacis’, “per l’impegno profuso nell’assistere, riabilitare, recuperare e reinserire le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali”.
Il premio, istituito nel 1969 dal Rotary Club Roma Sud, viene conferito ogni anno a persone o enti che abbiano dato un valido contributo al concreto sviluppo della solidarieta’ umana.
Nel corso della cerimonia di consegna del premio, il professor Mario Vittorio Scoponi, fin dai primi anni di attivita’ consulente e amico della Lega del Filo d’Oro, ha tenuto un’interessante relazione sulle nuove modalita’ di intervento nei confronti della disabilita’ e sugli innovativi dispositivi, come l’impianto cocleare, che grazie all’elettronica e’ possibile utilizzare oggi.
(AGI)
Cli

DISABILI: IERFOP, SBLOCCARE FONDI PER FORMAZIONE PROFESSIONALE

martedì, maggio 22nd, 2007

(AGI) - Cagliari, 22 mag. - “Istruire le persone con disabilita’ non solo e’ un dovere morale ma riduce i costi per la Pubblica amministrazione”. Per questo l’associazione onlus Istituto europeo ricerca formazione orientamento professionale (Ierfop) ha lanciato un appello alla Regione Sardegna denunciando “il blocco dei fondi anche per la formazione professionale di persone con disabilita’”.
Per soddisfare le richieste di circa 1000 persone con disabilita’ fisica e sensoriale - ha spiegato il presidente onorario dell’associazione e consigliere regionale Raffaele Farigu - occorrono 3-4 milioni di euro di fondi regionali, che l’Istituto destinerebbe a corsi di alfabetizzazione informatica per disabili di primo e secondo livello e corsi di centralinista telefonico. Attualmente, ha ricordato Farigu, ci sono 75 ciechi che aspirano a diventare centralinisti, settore che offre la principale occupazione, con il 98% di disabili sensoriali impiegati.
“Da quando il presidente della Giunta Renato Soru ha messo in moto lo tsunami contro gli enti di formazione - ha spiegato Farigu - ha buttato il bambino assieme con l’acqua sporca: sappiamo che c’e’ bisogno di una riforma del settore, ma bisogna capire che la formazione professionale e’ fondamentale per l’integrazione sociale dei disabili”.
L’Ierfop e’ stato fondato circa 20 anni fa da diverse associazioni: Associazione nazionale privi di vista e ipovedenti, Ente nazionale sordomuti, Associazione nazionale mutilati e invalidi civili, Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, Istituto dei ciechi di Cagliari, Biblioteca multimediale per i ciechi e Sardegna Sport Disabili. Nei suoi anni di attivita’ ha inserito nel mondo del lavoro circa 1000 persone tra disabili e operatori sociali e familiari. (AGI)
Cli/Sol/Cog

NEONATOLOGIA: SIN, LIMITE VITALE E’ ALLA 24ESIMA SETTIMANA

venerdì, maggio 18th, 2007

(AGI) - Roma, 18 mag. - Il delicato argomento coinvolge soggetti istituzionali: la Sin sara’ ascoltata il 25 maggio dal Comitato Nazionale di Bioetica (Cnb) e poi ne discutera’ con il Ministro della Salute, Turco: al Congresso di Rimini sara’ presente Maura Cossutta, consulente del Ministro.
“Le raccomandazioni della ‘Carta di Firenze’ sono ispirate dalla necessita’ di garantire - aggiunge Donzelli - alla madre ed al neonato adeguata assistenza al fine unico di evitare loro cure inutili, dolorose ed inefficaci, configurabili con l’accanimento terapeutico”. Un ‘no’ al ‘futile treatment’ o trattamento futile.
Dallo studio inglese ‘Epicure study’, ad esempio, emerge che il 71% dei feti delle gravidanze terminate tra le 20 e le 25 settimane di gestazione, va a morte durante la nascita; un altro 9% muore in sala parto durante le manovre respiratorie; ed un altro 12% poi muore in terapia intensiva neonatale durante il ricovero. Solo l’8% arriva alla dimissione dall’ospedale e dopo mesi di terapia intensiva: se questi bambini sono rivisti a 2 anni e mezzo di vita, si riscontra l’1% di morti legato a patologia della prematurita’ (broncodisplasia) e del rimanente 7%, la meta’ risulta affetto da handicap medio-gravi. Se divisi per eta’ gestazionale, risulta: nessuna sopravvivenza a 20 e 21 settimane; un 2% di nati a 22 settimane ma tutti con disabilita’; un 9% a 23 settimane, di cui il 6% con disabilita’ medio-grave; un 19% dei nati vivi a 24 settimane dei quali il 9% con disabilita’ medio-gravi ed un 34% di bambini vivi a 25 settimane di cui il 14% con disabilita’ medio-gravi. E gli altri studi (l’Epibe Vermond Oxford-Usa; l’Epipage-Francia; l’Epibel belga e il Finnish Cohort Study-Finlandia), non portano stime diverse.
“Detto che bisogna sempre dare uno scarto di errore di una settimana nella valutazione dell’eta’ gestazionale perche’ non c’e’ la certezza assoluta sull’inizio della gravidanza, possiamo ragionevolmente fissare nella 24esima settimana, quando e’ formata la retina, il limite vitale necessario per la vita umana: la 23esima e’ terra di confine, occorre cioe’ una valutazione medica caso per caso - conclude Fabris - sulla vitalita’ del neonato”.
Insomma, i dati parlano chiaro: i 46 mila prematuri nel mondo (sotto le 32 settimane e sotto i 1500 grammi) tutti in terapia intensiva neonatale, presentano un indice di mortalita’ alto: tra l’85 ed il 90%.
“Sono convinto che questa tematica debba uscire dalle stanze degli ‘addetti ai lavori’ e diventare - avverte Donzelli - tema di cultura generale e riflessione condivise con la societa’ civile, in particolare le donne: la liberta’ e consapevolezza di concepire e generare un figlio sono valori fortemente coinvolgenti”. Pertanto, “ciascuno e’ legittimato a porsi in dialettica con le scienze perinatali per valutarne gli aspetti benefici ovvero potenzialmente dannosi per la salute la felicita’ dell’uomo”, conclude Donzelli. (AGI)
Pat

SALUTE: MAL DI SCHIENA, ATTENTI A SPONDILITE ANCHILOSANTE

venerdì, maggio 18th, 2007

(AGI) - Roma, 17 mag.- Avere il mal di schiena e’ una condizione abbastanza normale per l’uomo. Da quando abbiamo assunto la posizione eretta abbiamo costretto la parte bassa della nostra colonna vertebrale ad una serie di adattamenti di cui ancora paghiamo le conseguenze. Le cose, anzi, si sono ulteriormente aggravate quando abbiamo privilegiato la posizione seduta. Si calcola che 8 persone su 10, almeno una volta nella vita, soffrano di mal di schiena ma nella maggior parte dei casi senza altre implicazioni. Per alcuni di loro pero’, questo disturbo apparentemente banale e’ in realta’ il sintomo di una malattia ben piu’ grave e complessa, la Spondilite Anchilosante, che in Europa colpisce dallo 0,2 all’1 per cento della popolazione generale. Lo sottolineano gli esperti e pazienti che si incontreranno a Roma sabato prossimo nel convegno “Torniamo a guardare il cielo”, organizzato dal Gruppo Spondilite Anchilosante dell’ANMAR, Associazione Nazionale Malati Reumatici, per discutere delle strategie diagnostiche, terapeutiche e assistenziali contro la Spondilite Anchilosante.
E’ una malattia reumatica infiammatoria di tipo sistemico che coinvolge prevalentemente le articolazioni spinali e sacro-iliache e che, se non tempestivamente diagnosticata e trattata, puo’ ridurre progressivamente la capacita’ funzionale delle articolazioni fino a condurre il paziente ad una condizione di disabilita’.Un volta questi malati venivano definiti come persone che “non possono guardare il cielo” perche’ la malattia, quando giungeva nelle fasi piu’ avanzate, li costringeva in una posizione innaturale, ricurvi, con il collo deformato e il capo piegato in avanti e in basso. Oggi, per fortuna, queste condizioni sono molto piu’ rare anche perche’ si puo’ far molto per contrastare l’infiammazione e arrestare la progressione della malattia. Ma e’ indispensabile che la diagnosi sia fatta il piu’ precocemente possibile. (AGI)
Vip

EUTANASIA: NEONATOLOGI CATTOLICA, I PREMATURI VANNO RIANIMATI

venerdì, maggio 18th, 2007

(AGI) - CdV, 17 mag. - La recente decisione dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini di chiedere il consenso informato dei genitori per non rianimare i neonati a forte rischio e’ stata criticata oggi dai neonatologi dell’Universita’ Cattolica. ‘Ogni neonato va assistito. Non si tratta di essere cattolici o non cattolici. Chiediamo soltanto di lasciarci lavorare di poter rianimare i bambini di cui tanti vogliono negare l’esistenza perche’ magari hanno meno di 25 settimane’, ha detto il prof. Carlo Valerio Bellini, ospite dell’Istituto di Bioetica del Pontificio Ateneo Regina Apostolorum. ‘Se 20 anni fa non avessimo insistito per rianimare i bambini sotto il chilo e mezzo di peso, tanti ragazzi oggi non sarebbero vivi’. Due, per Bellini, le mistificazioni da combattere sulle quali si fonda l’eutanasia neonatale: ‘la persuasione che al di sotto di una certa eta’ gestionale vi sia disabilita’ ma, soprattutto, il convincimento che la disabilita’ renda la vita non degna di essere vissuta’. Il prof. Giuseppe Noia, responsabile del Centro di diagnosi e terapia fetale del Policlinico Gemelli (Universita’ Cattolica) di Roma, intervenuto alla giornata di studio su ‘Quando il figlio e’ terminale: scienza, bioetica e famiglia di fronte alle proposte di eutanasia prenatale e pediatrica’, ha descritto come ‘una delle malattie oggi piu’ diffuse’ la cosidetta sindrome del figlio perfetto, secondo la quale ‘e’ meglio che il feto muoia piuttosto che nasca con un handicap’. In questa prospettiva ‘la diagnosi prenatale viene utilizzata secondo il concetto del vedere per eliminate, mentre la sua finalita’ etica e’ vedere per curare’. Per Noia, si tratta di una questione innanzitutto culturale: ’si e’ persa la verita’ sulla persona umana e sulla sua sacralita’, di fronte alla quale ogni vita, anche quella considerata terminale, e’ preziosa’, ma occorre combattere anche ‘l’accidia intellettuale e scientifica che da un lato afferma il valore del progresso della scienza, e dall’altro si pone nel piu’ assoluto silenzio se questa stessa scienza dimostra che e’ possibile curare un feto considerato terminale e inguaribile’, percio’ da abortire o non assistere alla nascita. La ‘terminalita’ ha spiegato Noia, ‘e’ una condizione fetale che sul piano anatomico strutturale o genico e’ incompatibile con la vita, come ad esempio l’anencefalia, ossia la mancanza di tessuto cerebrale’. Tuttavia, ha precisato, a fronte di questa condizione oggettiva, ‘i pregiudizi sociali e le manipolazioni culturali hanno creato nuove forme di terminalita’ scientificamente infondate’. A rendere un feto ‘terminale’ sono infatti anche ‘il consenso sociale, l’ansia, l’ignoranza (anche di alcuni medici)e la cosiddetta medicina difensiva’. Di qui la necessita’ di ‘opporsi alla cultura della morte con una scienza eticamente guidata’. (AGI)
Siz