SALUTE: 250 MLN MALATI DI BPCO, NUOVO FARMACO MIGLIORA RESPIRO
venerdì, novembre 21st, 2008(AGI) - Roma, 21 nov. - Il mondo respira male: 250 milioni di malati di broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), che e’ la quinta causa di disabilita’ globale e, secondo le previsioni degli studiosi, e’ destinata a diventare nel 2020 la terza causa di morte e la quarta malattia piu’ importante tra quelle che causano invalidita’. Oggi una nuova speranza viene dallo studio UPLIFT, uno dei piu’ ampi mai realizzati sul trattamento della BPCO clinicamente stabile, che ha coinvolto 5.993 pazienti in 37 paesi del mondo. Dallo studio, i cui risultati verranno presentati per la prima volta in Italia al Convegno all’Auditorium di Roma, dove oggi e domani 450 specialisti pneumologi si riuniscono per valutare le novita’ terapeutiche in questo campo, e’ emerso che tiotropio, broncodilatatore a lunga durata d’azione, in mono-somministrazione giornaliera, puo’ garantire ai pazienti una serie di benefici, a partire dal miglioramento duraturo della funzione respiratoria. Il nuovo farmaco provoca anche il ritardo nella comparsa della prima riacutizzazione, allontanandola in media di 4,1 mesi; la riduzione del numero di riacutizzazioni annue per paziente e del rischio di ricoveri per riacutizzazioni miglioramento della qualita’ della vita correlata allo stato di salute, e soprattutto la riduzione del rischio relativo di mortalita’, nel periodo in cui i pazienti hanno assunto il trattamento. “I risultati di UPLIFT accrescono la conoscenza su come la terapia possa influire sul decorso clinico della BPCO - ha dichiarato il Prof. Pierluigi Paggiaro, Professore Ordinario di Malattie dell’apparato respiratorio dell’Universita’ di Pisa, coordinatore per l’Italia dei 30 centri che hanno partecipato allo studio UPLIFT - Cio’ consentira’ ai medici di prescrivere precocemente in tutta tranquillita’ e con ragionevole sicurezza terapie di mantenimento di lungo termine. In particolare il dato sulla riduzione della mortalita’ ci fa riflettere e apre delle prospettive nuove e importanti per la gestione di questa patologia cosi’ complicata. Questo dato si associa a quello del miglioramento persistente della funzione polmonare, a dimostrazione che questo indice puo’ esprimere gli effetti positivi dell’intervento terapeutico”. (AGI)
Pgi
