Archivio per il ottobre, 2009

OCULISTICA: BENE PRIMO TRAPIANTO OCCHIO ELETTRONICO IN USA

giovedì, ottobre 22nd, 2009

(AGI) - New York, 22 ott. - Ha avuto successo il primo trattamento mirato di tipo biotecnologico per restituire la vista alle persone con visione limitata. Una donna di 50 anni di New York, cieca dall’eta’ di 13 anni, e’ infatti riuscita a recuperare parzialmente la vista grazie ad un trapianto di occhi elettronici sperimentali. “La donna aveva perso la vista a causa della degenerazione della sua retina dovuto alla retinitis pigmentosa, una malattia genetica. Ora, grazie alla nuova tecnologia, e’ in grado di distinguere nuovamente tra luce ed ombra, focalizzare figure, guardare il cibo sul piatto e muoversi in ambienti non familiari”, ha detto Lucian V. Del Priore del NewYork-Presbyterian Hospital e del Columbia University Medical Center, che ha eseguito l’intervento nello scorso 26 giugno. “L’impianto elettronico, componente del sistema Argus II Retinal Stimulation System e sviluppato dalla Second Sight Medical Products di Sylmar, California, e’ progettato - ha osservato Del Priore - per stimolare direttamente le cellule della retina”. L’impianto, che e’ stato installato finora in circa 20 pazienti statunitensi affetti da retinitis pigmentosa, e’ costituito da una piccola camera da montare su degli occhiali, un microprocessore con batteria, ed un sistema elettronico di stimolazione della retina. Questo e’ il primo trapianto effettuato con successo su un paziente di New York. “Siamo molto soddisfatti dei risultati, e fiduciosi per il futuro - ha concluso Del Priore - L’apparecchio non e’ in grado di ripristinare totalmente la vista nei pazienti, ma la loro disabilita’ viene fortemente ridotta, dando loro un grande vantaggio per la vita di ogni giorno”. (AGI)

Cli

NO DISCRIMINAZIONI:INTESA CARFAGNA-ALEMANNO,NASCE OSSERVATORIO

mercoledì, ottobre 21st, 2009

(AGI) - Roma, 21 ott. - Il ministro per le Pari Opportunita’, Mara Carfagna, e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, hanno firmato questa mattina in Campidoglio un protocollo d’intesa che prevede azioni di contrasto, come ha precisato il ministro, ‘di ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone piu’ deboli: disabili, anziani, minori, donne e omosessuali’.

La novita’ piu’ rilevante dell’accordo, e’ ‘l’istituzione di un Osservatorio - ha aggiunto Carfagna - che avra’ il compito di elaborare dati, di raccogliere informazioni e segnalazioni sui fenomeni di discriminazione, predisporre campagne di informazione e di formazione del personale del Comune’. Due delegati del Comune di Roma e due del Ministero formeranno una commissione incaricata di decidere i termini per la costituzione e la composizione di questo Osservatorio cittadino di prevenzione e contrasto delle discriminazioni, ‘confrontandosi col mondo delle associazioni per costruire un organismo equilibrato, tecnico e rappresentativo’ ha spiegato il sindaco Alemanno che ha parlato di ‘un approccio a 360 gradi che fa affidamento non solo sulle risorse comunali ma anche sul Governo e su una strategia nazionale, per una lotta contro ogni forma di discriminazione: per genere, religione, razza, eta’, disabilita’ e orientamento sessuale, come previsto dal trattato di Lisbona’. Riguardo ai diversi episodi di discriminazione accaduti nella capitale, il ministro Carfagna ha sottolineato che ‘il Governo e il Comune di Roma hanno dimostrato sin dal loro insediamento di avere una grande sensibilita’ e di essere in prima linea su questi temi’ mentre il primo cittadino ha ribadito: ‘fenomeni di intolleranza sono comuni ad altre citta’ europee. Non c’e’ quindi un caso Roma, c’e’ invece un problema che riguarda tutte le metropoli che, essendo luoghi di grande tensione sociale, personale e culturale, in un periodo di crisi economica sfogano sui piu’ deboli queste tensioni, ed e’ una questione generale che vale a Milano, Roma, Copenhagen o Parigi’. (AGI)

Cli

OMOFOBIA: CARFAGNA, STIAMO LAVORANDO A TESTO ALLARGATO

mercoledì, ottobre 21st, 2009

(AGI) - Roma, 21 ott. - “Stiamo gia’ lavorando per elaborare un testo allargato e magari condiviso” perche’ la mancata approvazione dell’aggravante di omofobia “e’ un’occasione per fare meglio, per elaborare un testo piu’ completo e allargato agli altri fattori discriminanti come il sesso, l’orientamento sessuale e la disabilita’”. Lo ha detto questa mattina il ministro per le Pari opportunita’, Mara Carfagna, a margine della presentazione in Campidoglio di un protocollo d’intesa firmato col Comune per la lotta ad ogni forma di discriminazione. Secondo il ministro la nuova legge, “cosi’ confezionata, potrebbe trovare una condivisione da parte di tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione”. (AGI)

Cli/Msc

ARTRIDE REUMATOIDE: NUOVI DATI SU EFFICACIA RITUXIMAB

mercoledì, ottobre 21st, 2009

(AGI) - Roma, 21 ott. - I pazienti affetti da artrite reumatoide (AR), trattati con rituximab, monitorati ogni sei mesi e sottoposti a un nuovo trattamento se non sono in remissione, mantengono un controllo ottimale della patologia e potenziano al massimo la loro risposta. E’ quanto emerge dai nuovi dati presentati al congresso annuale dell’American College of Rheumatology a Philadelphia. Nello studio sul ritrattamento i pazienti che sono stati ritrattati a 6 mesi hanno mostrato meno episodi di riacutizzazione dell’artrite reumatoide, un miglioramento delle funzionalita’ motorie (valutati tramite l’Health Assessment Questionnaire - Indice di Disabilita’) e un ulteriore miglioramento dei sintomi rispetto ai pazienti trattati a discrezione del medico quando il numero di articolazioni dolenti e tumefatte era almeno otto. “Ora, per la prima volta, abbiamo la prova che il ritrattamento con rituximab, somministrato ogni 6 mesi, allo scopo di raggiungere l’obiettivo terapeutico, ci permette di controllare in modo efficace l’attivita’ della malattia, dando ai pazienti la possibilita’ di mantenere la loro normale funzionalita’ senza aver timore di una riacutizzazione del dolore o dei sintomi debilitanti”, ha detto Paul Emery, professore di Reumatologia presso il Leeds Institute di Medicina Molecolare, Universita’ di Leeds, UK e membro dell’American College of Rheumatology (ACR). (AGI)

Red/Eli (Segue)

ARTRITE REUMATOIDE: NUOVI DATI SU EFFICACIA RITUXIMAB

mercoledì, ottobre 21st, 2009

(AGI) - Roma, 21 ott. - I pazienti affetti da artrite reumatoide (AR), trattati con rituximab, monitorati ogni sei mesi e sottoposti a un nuovo trattamento se non sono in remissione, mantengono un controllo ottimale della patologia e potenziano al massimo la loro risposta. E’ quanto emerge dai nuovi dati presentati al congresso annuale dell’American College of Rheumatology a Philadelphia. Nello studio sul ritrattamento i pazienti che sono stati ritrattati a 6 mesi hanno mostrato meno episodi di riacutizzazione dell’artrite reumatoide, un miglioramento delle funzionalita’ motorie (valutati tramite l’Health Assessment Questionnaire - Indice di Disabilita’) e un ulteriore miglioramento dei sintomi rispetto ai pazienti trattati a discrezione del medico quando il numero di articolazioni dolenti e tumefatte era almeno otto. “Ora, per la prima volta, abbiamo la prova che il ritrattamento con rituximab, somministrato ogni 6 mesi, allo scopo di raggiungere l’obiettivo terapeutico, ci permette di controllare in modo efficace l’attivita’ della malattia, dando ai pazienti la possibilita’ di mantenere la loro normale funzionalita’ senza aver timore di una riacutizzazione del dolore o dei sintomi debilitanti”, ha detto Paul Emery, professore di Reumatologia presso il Leeds Institute di Medicina Molecolare, Universita’ di Leeds, UK e membro dell’American College of Rheumatology (ACR). (AGI)

Red/Eli (Segue)

SCUOLA: CATANZARO, VERTICE SU SERVIZI PER STUDENTI DISABILI

martedì, ottobre 20th, 2009

(AGI) - Catanzaro, 20 ott. - L’esigenza ed il desiderio di migliorare continuamente la qualita’ dei servizi erogati agli studenti disabili hanno spinto rappresentanti degli Enti pubblici del settore a partecipare ai lavori per la costituzione un tavolo di lavoro interistituzionale sull’assegnazione di fondi per il diritto allo studio delle scuole della provincia di Catanzaro. L’idea di un tavolo di concertazione fra Enti interessati, - spiega una nota - per individuare priorita’ e programmare azioni sistemiche, nata in un seminario regionale di formazione sul tema, promosso dal Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, Francesco Mercurio, a cui avevano aderito gruppi di discussione interistituzionali, e’ stata portata avanti dal Dirigente USR, Giacomo Coluccio con la Dirigente della Provincia Anna Perani. “Per realizzare una distribuzione piu’ mirata ed efficace dei fondi inseriti nel capitolo del diritto allo studio degli Enti interessati, l’USR - spiega una nota - ha presentato i dati numerici relativi agli alunni e alle tipologie di disabilita’, di cui alla L.104, art. 3 commi 1 e 3, ed ai docenti di sostegno suddivisi per ordine e grado di scuole della provincia di Catanzaro. L’incontro, che ha visto la partecipazione ed il contributo di tutti i rappresentanti degli Enti, (assente per l’ASP l’area di Lamezia) e’ stato molto proficuo sia per l’acquisizione dei dati numerici certi, sia per la presenza dei neuropsichiatri dell’ ASP di Catanzaro che hanno contribuito ad una piu’ precisa e chiara individuazione, da parte dei responsabili del Settore P.I. della Provincia e del Comune di Catanzaro, delle scuole che necessitano di specifici contributi per interventi particolari di assistenza. (AGI)

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DISABILI: 75% DISOCCUPATI, RISPETTARE CONVENZIONE ONU

martedì, ottobre 20th, 2009

(AGI) - Trieste, 20 ott. - Nel mondo vi sono 650 milioni di persone disabili, di cui 65 nell’Unione europea. Per essi ostacoli, barriere, discriminazioni sono una realta’ quotidiana: in Italia, il tasso di disoccupazione tra i disabili raggiunge il 75 per cento e tra gli occupati uno su tre e’ donna. Su 2.400 stazioni ferroviarie, appena 240 sono accessibili. Per non parlare degli autobus o delle metropolitane, che rappresentano un fortissimo ostacolo alla liberta’ di movimento. Questi sono alcuni dei dati emersi a Trieste nel corso di un convegno, organizzato dalla Consulta regionale delle Associazioni dei disabili in collaborazione con F.I.S.H., Federazione italiana per il superamento dell’handicap, nel corso del quale Giampiero Griffo, membro dell’esecutivo mondiale di DPI - Disabled Peoples’ International - ha illustrato i contenuti della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilita’, legge internazionale vincolante per tutti gli Stati firmatari (66 finora), entrata in vigore il 3 maggio 2008. Come ha sottolineato Griffo, si passa dal cercare “una risposta ai bisogni al riconoscimento dei diritti”, un percorso che negli anni “e’ iniziato con il concetto di inserimento, poi sostituito da quello di integrazione e che con la Convenzione introduce l’immagine dell’inclusione, che significa piena partecipazione delle persone disabili alla vita sociale, loro coinvolgimento nelle scelte che li riguardano, nella logica del niente su di noi, senza di noi”. (AGI)

Cli/Ts/Ing (Segue)

INCIDENTI STRADALI: DONNE “VITTIME”, 55MILA CON LESIONI GRAVI

lunedì, ottobre 19th, 2009

(AGI) - Roma, 19 ott. - Le donne sono spesso “vittime” passive degli incidenti stradali, perche’ sono accanto al guidatore o perche’ sono semplici pedoni che attraversano la strada, ma ogni anno pagano il loro tributo di sangue: ogni anno oltre mille donne perdono la vita sulle strade italiane, e nel 2007 55.000 donne coinvolte in incidenti stradali hanno riportato lesioni permanenti, con invalidita’ oltre i 9 punti. E’ la denuncia dello studio ‘Quando la strada ferma la corsa: il ruolo della donna’, che sara’ presentato oggi a Roma presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini. Il volume, primo testo a documentare le ricadute della disabilita’ da incidente stradale sul mondo femminile in Italia, e’ tratto da una ricerca promossa dalla Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale e da O.N.Da (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna), curata da ricercatori dell’Universita’ Bocconi di Milano. Nel nostro Paese la sicurezza stradale e’ un’emergenza nazionale. Nel 2007 gli incidenti stradali hanno provocato quasi 1 milione di feriti (Fonte: ANIA) e di piu’ di 5.100 morti: 500 vittime della strada in piu’ della Francia, 1.300 in piu’ della Spagna, 2000 in piu’ del Regno Unito (Fonte: Istat). Spesso pero’ le statistiche sottolineano l’impatto dell’incidentalita’ stradale in termini di morti e feriti, ma non si soffermano sul gran numero di invalidi permanenti gravi che, oltre a vivere quotidianamente una situazione di estremo disagio, rappresentano un costo per il Paese. Inoltre, uno dei temi scarsamente studiati e’ l’impatto dell’incidentalita’ stradale sul gentil sesso, nonostante i dati dimostrino che nel 2007 piu’ di 55.000 donne siano rimaste gravemente colpite in incidenti stradali. A tal proposito, la ricerca mette in evidenza tre temi fondamentali: l’altissimo numero di invalidita’ permanenti causate dagli incidenti stradali, l’alta percentuale di donne che subiscono queste infermita’ e il ruolo cruciale del mondo femminile all’interno di una famiglia che debba assistere un traumatizzato, evidenziando che la donna e’ ‘vittima’ degli incidenti stradali non solo quando subisce in prima persona un’invalidita’ permanente, ma anche quando diventa il principale sostegno di un familiare divenuto disabile a causa di un sinistro. (AGI)

Pgi (Segue)

INCIDENTI STRADALI: DONNE “VITTIME”, 55MILA CON LESIONI GRAVI

lunedì, ottobre 19th, 2009

(AGI) - Roma, 19 ott. - Le donne sono spesso “vittime” passive degli incidenti stradali, perche’ sono accanto al guidatore o perche’ sono semplici pedoni che attraversano la strada, ma ogni anno pagano il loro tributo di sangue: ogni anno oltre mille donne perdono la vita sulle strade italiane, e nel 2007 55.000 donne coinvolte in incidenti stradali hanno riportato lesioni permanenti, con invalidita’ oltre i 9 punti. E’ la denuncia dello studio ‘Quando la strada ferma la corsa: il ruolo della donna’, che sara’ presentato oggi a Roma presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini. Il volume, primo testo a documentare le ricadute della disabilita’ da incidente stradale sul mondo femminile in Italia, e’ tratto da una ricerca promossa dalla Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale e da O.N.Da (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna), curata da ricercatori dell’Universita’ Bocconi di Milano. Nel nostro Paese la sicurezza stradale e’ un’emergenza nazionale. Nel 2007 gli incidenti stradali hanno provocato quasi 1 milione di feriti (Fonte: ANIA) e di piu’ di 5.100 morti: 500 vittime della strada in piu’ della Francia, 1.300 in piu’ della Spagna, 2000 in piu’ del Regno Unito (Fonte: Istat). Spesso pero’ le statistiche sottolineano l’impatto dell’incidentalita’ stradale in termini di morti e feriti, ma non si soffermano sul gran numero di invalidi permanenti gravi che, oltre a vivere quotidianamente una situazione di estremo disagio, rappresentano un costo per il Paese. Inoltre, uno dei temi scarsamente studiati e’ l’impatto dell’incidentalita’ stradale sul gentil sesso, nonostante i dati dimostrino che nel 2007 piu’ di 55.000 donne siano rimaste gravemente colpite in incidenti stradali. A tal proposito, la ricerca mette in evidenza tre temi fondamentali: l’altissimo numero di invalidita’ permanenti causate dagli incidenti stradali, l’alta percentuale di donne che subiscono queste infermita’ e il ruolo cruciale del mondo femminile all’interno di una famiglia che debba assistere un traumatizzato, evidenziando che la donna e’ ‘vittima’ degli incidenti stradali non solo quando subisce in prima persona un’invalidita’ permanente, ma anche quando diventa il principale sostegno di un familiare divenuto disabile a causa di un sinistro. (AGI)

Pgi (Segue)

INCIDENTI STRADALI: DONNE “VITTIME”, 55MILA CON LESIONI GRAVI

lunedì, ottobre 19th, 2009

(AGI) - Roma, 19 ott. - Le donne sono spesso “vittime” passive degli incidenti stradali, perche’ sono accanto al guidatore o perche’ sono semplici pedoni che attraversano la strada, ma ogni anno pagano il loro tributo di sangue: ogni anno oltre mille donne perdono la vita sulle strade italiane, e nel 2007 55.000 donne coinvolte in incidenti stradali hanno riportato lesioni permanenti, con invalidita’ oltre i 9 punti. E’ la denuncia dello studio ‘Quando la strada ferma la corsa: il ruolo della donna’, che sara’ presentato oggi a Roma presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini. Il volume, primo testo a documentare le ricadute della disabilita’ da incidente stradale sul mondo femminile in Italia, e’ tratto da una ricerca promossa dalla Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale e da O.N.Da (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna), curata da ricercatori dell’Universita’ Bocconi di Milano. Nel nostro Paese la sicurezza stradale e’ un’emergenza nazionale. Nel 2007 gli incidenti stradali hanno provocato quasi 1 milione di feriti (Fonte: ANIA) e di piu’ di 5.100 morti: 500 vittime della strada in piu’ della Francia, 1.300 in piu’ della Spagna, 2000 in piu’ del Regno Unito (Fonte: Istat). Spesso pero’ le statistiche sottolineano l’impatto dell’incidentalita’ stradale in termini di morti e feriti, ma non si soffermano sul gran numero di invalidi permanenti gravi che, oltre a vivere quotidianamente una situazione di estremo disagio, rappresentano un costo per il Paese. Inoltre, uno dei temi scarsamente studiati e’ l’impatto dell’incidentalita’ stradale sul gentil sesso, nonostante i dati dimostrino che nel 2007 piu’ di 55.000 donne siano rimaste gravemente colpite in incidenti stradali. A tal proposito, la ricerca mette in evidenza tre temi fondamentali: l’altissimo numero di invalidita’ permanenti causate dagli incidenti stradali, l’alta percentuale di donne che subiscono queste infermita’ e il ruolo cruciale del mondo femminile all’interno di una famiglia che debba assistere un traumatizzato, evidenziando che la donna e’ ‘vittima’ degli incidenti stradali non solo quando subisce in prima persona un’invalidita’ permanente, ma anche quando diventa il principale sostegno di un familiare divenuto disabile a causa di un sinistro. (AGI)

Pgi (Segue)

FECONDAZIONE: GB, NUOVA TECNICA RADDOPPIA CHANCES CONCEPIMENTO

lunedì, ottobre 19th, 2009

(AGI) - Londra, 19 ott. - Una nuova tecnica di screening embrionale potrebbe portare nuove speranze a migliaia di donne che si sottopongono alla fecondazione assistita. Un team di scienziati inglesi ha messo a punto infatti una tecnica rivoluzionaria, chiamata ibridizzazione genomica commparativa, che permette di estrarre e esaminare le cellule di un embrione di pochi giorni per valutare se sono geneticamente normali, consentendo cosi’ l’impianto solo degli embrioni con piu’ chances nell’utero materno. Un sistema che, secondo i ricercatori, raddoppierebbe le possibilita’ di concepimento. Per lo scienziato che ha sviluppato la tecnica, il dottor Wells Dagan della Oxford University, i risultati dei primi studi sono “stupefacenti”, e verranno presentati alla conferenza annuale dell’American Society of Reproductive Medicine ad Atlanta. Gli embrioni sono stati impiantati con successo in piu’ di due terzi dei casi e oltre l’80 per cento di questi sono arrivati fino al parto. Finora, oltre 20 bambini sono nati con il programma di screening, che controlla le anomalie cromosomiche. Complessivamente, dopo essersi sottoposte allo screening, il 66% delle donne coinvolte sono rimaste incinte, piu’ del doppio della media della fecondazione assistita in Gran Bretagna, che si ferma al 28%. La ricerca ha coinvolto 115 pazienti del Colorado Centre for Reproductive Medicine negli Stati Uniti, e secondo gli scienziati potrebbe portare enormi vantaggi soprattutto alle donne in eta’ piu’ avanzata, attorno ai 40 anni, che hanno ovviamente piu’ chances di produrre uova con difetti genetici che possono vanificare l’impianto dell’embrione o causare aborti spontanei. Inoltre il nuovo screening elimina virtualmente il rischio di malattie genetiche, come la sindrome di Down. (AGI)

Pgi

SCUOLA: AMENDOLA (PD), MAESTRO UNICO CAUSA MOLTE DIFFICOLTA’

sabato, ottobre 17th, 2009

(AGI) - Catanzaro, 17 ott. - “Sono molte le difficolta’ che insegnanti, famiglie e alunni stanno vivendo in questo inizio dell’anno scolastico a causa dell’introduzione del maestro unico, dell’eliminazione delle compresenze nella scuola primaria e della revisione dei criteri per la formazione delle varie classi scolastiche. Lo scenario negativo che in tanti avevamo previsto si sta, purtroppo, realizzando per la contro-riforma voluta dal ministro Gelmini. Fra tutte le disposizioni emanate dal governo di centrodestra, pero’, ve n’e’ una particolarmente odiosa e che stabilisce l’assegnazione del docente di sostegno agli alunni diversamente abili in rapporto di 1 a 2. Cosa vuol dire? In pratica ogni docente dovra’ dedicare le sue fondamentali attenzioni a due alunni contemporaneamente con le pesanti difficolta’ che e’ facile immaginare. Il tutto si e’ risolto, lo sappiamo bene, con un dimezzamento degli insegnanti di sostegno e una gravissima limitazione del diritto allo studio per gli alunni. A nulla sono valse le critiche, le proteste e le motivate richieste di revisione della normativa. Per fortuna molti genitori, quelli che vivono direttamente sulle proprie spalle le difficolta’ provocate dalla Gelmini, non si sono arresi ed in piu’ occasioni si sono rivolti al TAR della Calabria che ha accolto le loro giuste istanze. E’ successo nei primi mesi di quest’anno quando i giudici hanno ritenuto iniqua la norma di legge laddove dispone l’applicazione di un insegnante di sostegno ogni due alunni disabili senza tenere conto delle concrete esigenze e dei bisogni formativi degli stessi alunni. Ma e’ capitato nuovamente pochi giorni fa quando il TAR calabrese ha ancora stabilito che l’Ufficio Scolastico Regionale puo’ derogare alla norma nazionale, in presenza di effettive esigenze rilevate con certificazione delle autorita’ sanitarie per casi di grave disabilita’, disponendo l’aumento delle ore di sostegno e di conseguenza variando il famoso rapporto in modo da avere un docente per ogni alunno diversamente abile. Una decisione, a mio avviso, di assoluto buon senso che, a causa delle scelte scellerate del ministro Gelmini, deve essere rimarcata con forza perche’ ristabilisce due principi fondamentali, particolarmente significativi in questi casi specifici: il diritto allo studio deve essere coniugato con il diritto alla salute E’ ovvio che a questo punto sia doveroso aspettarsi decisioni conseguenti da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale che sollevi famiglie e alunni dall’onere di doversi rivolgere alla giustizia amministrativa per vedere soddisfatte le proprie circostanziate e sacrosante esigenze”. Lo afferma il consigliere regionale del Pd Franco Amendola. (AGI)

Red

* AGIAFRO:RUANDA, OLIMPIADI PER BIMBI CON DISABILITA’ MENTALI

sabato, ottobre 17th, 2009

Kigali - Olimpiadi speciali per trentacinque bambini con disabilita’ mentali. Sono quelle che si sono appena concluse nel distretto di Kayonza, nella provincia orientale del Ruanda. Sylidio Semanda, esperto di Giochi Olimpici e uno degli allenatori presenti al workshop parallelo che si e’ svolto contemporaneamente alle gare, ha spiegato che “il programma e’ incentrato su competizioni sportive destinate a giovani atleti mentalmente instabili, poiche’ queste Olimpiadi vogliono far sentire speciale ognuno”. Nella tre giorni di Kayonza, gli allenatori hanno argomentato che “i disabili mentali possono praticare tutti i giochi ad eccezione alcuni, come il pugilato e il lancio del giavellotto”. Semanda ha sottolineato che durante il workshop la formazione ha riguardato principalmente gli insegnanti primari: “La formazione e’ indispensabile per accrescere le capacita’ degli insegnanti e consentir loro di poter interagire bene con i bambini e favorire cosi’ la loro crescita”, ha detto l’esperto. Per Celine Nyirahirwe, preside della scuola primaria Musise di Rukara, “la formazione offerta agli insegnanti nel corso del workshop e’ stata di buon livello” e insieme ai colleghi ha auspicato che “nei Giochi che verranno si faccia tesoro di questa bellissima esperienza”. (AGIAFRO)

Red