Archivio per il dicembre, 2009

DISABILI: “INNOVABILIA” ALLA FIERA DI FOGGIA

giovedì, dicembre 3rd, 2009

(AGI) - Bari, 3 dic. - Organizzato dalla Regione Puglia e da ARTI - Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione, InnovAbilia “punta a presentare il mondo delle disabilita’ - ha sottolineato l’assessore alla Solidarieta’ della Regione Puglia Elena Gentile - sotto una prospettiva nuova: la persona con disabilita’ diventa epicentro di processi innovativi non solo sociali, ma anche produttivi a tutti gli effetti. Non tanto beneficiario di risorse economiche, quanto a sua volta generatore, all’interno di un sistema d’impresa che, attraverso l’innovazione, ha ricadute anche in termini economici, ponendo le basi di un futuro distretto industriale delle innovazioni per la qualita’ della vita. In una Regione che, come dimostra l’inserimento di un asse dedicato nella programmazione comunitaria e il corposo insieme di normative, progetti e strumenti per il settore, su questi temi e’ ormai all’avanguardia”. Sulla scia la presidente dell’ARTI, Giuliana Trisorio Liuzzi: “Diversa abilita’, innovazione e sviluppo economico: combinare questi tre elementi e’ la sfida che la Puglia ha lanciato in questi anni e che, insieme all’ARTI, intende rilanciare con forza in occasione di InnovAbilia. Il traguardo e’ costruire, attraverso l’innovazione, una migliore qualita’ della vita, piu’ libera e piu’ sicura, da costruire con aziende, centri di ricerca, associazioni, istituzioni. Ma prima di tutto, con persone”.(AGI) Tib

NAPOLITANO: DISABILI, LE SCUOLE INSEGNINO L’ACCOGLIENZA

giovedì, dicembre 3rd, 2009

(AGI) - Roma, 3 dic. - “Attorno ai casi piu’ gravi di disabilita’, ai soggetti che ne sono portatori e alle loro famiglie, deve formarsi una vera e propria rete di sostegno con il valido supporto dei servizi pubblici; i luoghi di lavoro e gli ambienti pubblici devono essere amichevoli e non ostili verso le disabilita’, mentali o fisiche, cosi’ come le scuole debbono insegnare ai bambini e alle generazioni piu’ giovani comportamenti improntati ad uno spirito inclusivo ed offrire ai diversamente abili strumenti e metodi per un pieno inserimento nella societa’ che li circonda”, prosegue Napolitano, “In Italia sono stati fatti passi importanti sul terreno dell’inclusione, pur se molto resta da fare. In particolare e’ necessario non tornare indietro rispetto al cammino percorso, nonostante le difficolta’ di bilancio provocate dalla crisi economica manifestatasi quest’anno in tutta la sua gravita’ perche’ la scarsita’ di risorse non puo’ colpire coloro che sono gia’ in situazione di debolezza. Mi auguro che tutte le istituzioni diano a tal fine il proprio fattivo contributo, nel segno di quella solidarieta’ che rappresenta una caratteristica della storia e della civilta’ del nostro Paese e un principio fondamentale della Costituzione repubblicana”.(AGI) Mma

SALUTE: ALLARME PSICHIATRI, UN BIPOLARE SU 2 FA ABUSO D’ALCOL

mercoledì, dicembre 2nd, 2009

(AGI) - Napoli, 2 dicembre - Tra i disturbi psichiatrici piu’ comuni e potenzialmente devastanti c’e’ il disturbo bipolare e, in particolare, la sua fase depressiva, associata a un rilevante impatto negativo sulla qualita’ di vita dei pazienti e all’abuso di droga e alcol. Si stima, infatti, ad esempio, che il 30% circa degli psicotici abusi di alcol e il 15% si droghi, ma la percentuale di abuso di sostanze supera addirittura il 50% nei pazienti bipolari. Tuttavia, nonostante l’elevato tasso di disabilita’ e la rilevanza nella pratica clinica, la depressione bipolare e’ ancora poco studiata. L’allarme e’ lanciato dagli psichiatri, riuniti a Napoli per il seminario promosso da AstraZeneca “Advisory opinions of the bipolar depression”: un confronto tra i maggiori esperti nazionali ed internazionali sulle questioni piu’ dibattute della depressione nel disturbo bipolare. Nel corso del congresso verranno affrontate trasversalmente le principali tematiche legate al disturbo bipolare depressivo: sia gli aspetti epidemiologici e diagnostici, sia quelli relativi ai trattamenti piu’ avanzati. Saranno parte integrante dei confronti le tematiche delle ripercussioni legali, la difficolta’ di gestione da parte del Servizio Sanitario Nazionale, gli interventi psico-educativi e il loro peso nell’affiancamento a quelli farmacologici. “L’abuso di sostanze e’ sempre piu’ spesso associato ad un disturbo mentale - spiega Massimo Clerici, presidente della Societa’ Italiana di Psichiatria delle Dipendenze (SIP.Dip) - e questo fenomeno, definito ‘doppia diagnosi’, e’ in aumento. Una persona su cinque ha provato nel corso della propria vita una droga illecita. C’e', dunque, una gamma potenzialmente vasta di persone con una vulnerabilita’ non riconosciuta e che rischia, a causa delle sostanze, di diventare paziente psichiatrico. E’ un problema di mercato e di accessibilita’ piu’ ampia rispetto al passato che facilita il cosiddetto ‘poliabuso’, diffuso soprattutto tra i giovani: l’assunzione di un mix di sostanze che rende estremamente complesso il quadro clinico e il riconoscimento delle sue possibili radici neurobiologiche”. “Un altro aspetto da considerare - continua Clerici - e’ che l’abuso aggrava, il quadro psicopatologico di una persona che gia’ soffre di disturbi mentali e, spesso, causa anche un esordio piu’ precoce della psicosi. A volte, inoltre, l’abuso maschera la malattia mentale: si tende a focalizzarsi sul problema ‘droga’, senza pensare ai disturbi psichiatrici piu’ profondi e latenti. La conseguenza piu’ grave e’ la scarsa compliance al trattamento, nonche’ il rischio di ricadute e ri-ospedalizzazioni”. (AGI)

Pgi

SALUTE: AUTISMO, SE RICONOSCIUTO IN TEMPO SI PUO’ CURARE

mercoledì, dicembre 2nd, 2009

(AGI) - New York, 2 dic. - I neonati che presentano sintomi precoci di autismo e che ricevono dei trattamenti intensivi e rapidi possono migliorare di molto la loro capacita’ di rapportarsi alle altre persone, e avere perfino un alto quoziente intellettivo. Lo ha dimostrato una nuova ricerca, condotta dal Mind Institute della University of California, Davis (Stati Uniti) e pubblicato sulla rivista Pediatrics. “Seguire i bambini con sintomi d’autismo sin da piccoli con attivita’ divertenti e interattive e’ un importante metodo per imparare”, ha detto l’autrice dello studio Sally Rogers. “Questa ricerca dovrebbe rispondere definitivamente alla domanda se le diagnosi precoci di autismo siano effettivamente utili”. Rogers e colleghi hanno sottoposto dei bambini autistici dai 18 ai 30 mesi a due tipi di terapie diverse: un gruppo ha svolto la terapia tradizionale, mentre l’altro un programma intensivo noto come Early Start Denver Model. “Questo programma, a differenza dei ripetitivi esercizi dei metodi convenzionali, si focalizza invece su attivita’ divertenti e sulla costruzione di legami tra i bambini”, ha detto Rogers. “Si tratta di un metodo importante: potra’ anche sembrare scontato, ma nell’autismo non c’e’ nulla di scontato”. A due anni dall’inizio del programma, i 24 bambini che hanno svolto il trattamento non convenzionale avevano punteggi migliori nel QI, nelle abilita’ di linguaggio, nelle azioni quotidiane e nell’interazione sociale rispetto ai bambini sottoposti a cure tradizionali. “Sette di questi bambini avevano ridotto cosi’ tanto i loro sintomi dell’autismo che degli psicologi che gli hanno analizzati in seguito non gli hanno riconosciuti come tali”, ha continuato Rogers. “Il costo per provvedere questo tipo di trattamento ai bambini piccoli e’ molto inferiore rispetto a quello per gli adulti. Si tratta di un buon investimento”, ha commentato Laura Schreibman, psicologa della University of California, San Diego. “La diagnosi precoce per l’autismo e’ migliorata negli anni, ma spesso i parenti e i dottori non sapevano come comportarsi. Ora sappiamo che queste diagnosi sono utili”. (AGI) Red/Eli

SALUTE: AUTISMO, SE RICONOSCIUTO IN TEMPO SI PUO’ CURARE

mercoledì, dicembre 2nd, 2009

(AGI) - New York, 2 dic. - I neonati che presentano sintomi precoci di autismo e che ricevono dei trattamenti intensivi e rapidi possono migliorare di molto la loro capacita’ di rapportarsi alle altre persone, e avere perfino un alto quoziente intellettivo. Lo ha dimostrato una nuova ricerca, condotta dal Mind Institute della University of California, Davis (Stati Uniti) e pubblicato sulla rivista Pediatrics. “Seguire i bambini con sintomi d’autismo sin da piccoli con attivita’ divertenti e interattive e’ un importante metodo per imparare”, ha detto l’autrice dello studio Sally Rogers. “Questa ricerca dovrebbe rispondere definitivamente alla domanda se le diagnosi precoci di autismo siano effettivamente utili”. Rogers e colleghi hanno sottoposto dei bambini autistici dai 18 ai 30 mesi a due tipi di terapie diverse: un gruppo ha svolto la terapia tradizionale, mentre l’altro un programma intensivo noto come Early Start Denver Model. “Questo programma, a differenza dei ripetitivi esercizi dei metodi convenzionali, si focalizza invece su attivita’ divertenti e sulla costruzione di legami tra i bambini”, ha detto Rogers. “Si tratta di un metodo importante: potra’ anche sembrare scontato, ma nell’autismo non c’e’ nulla di scontato”. A due anni dall’inizio del programma, i 24 bambini che hanno svolto il trattamento non convenzionale avevano punteggi migliori nel QI, nelle abilita’ di linguaggio, nelle azioni quotidiane e nell’interazione sociale rispetto ai bambini sottoposti a cure tradizionali. “Sette di questi bambini avevano ridotto cosi’ tanto i loro sintomi dell’autismo che degli psicologi che gli hanno analizzati in seguito non gli hanno riconosciuti come tali”, ha continuato Rogers. “Il costo per provvedere questo tipo di trattamento ai bambini piccoli e’ molto inferiore rispetto a quello per gli adulti. Si tratta di un buon investimento”, ha commentato Laura Schreibman, psicologa della University of California, San Diego. “La diagnosi precoce per l’autismo e’ migliorata negli anni, ma spesso i parenti e i dottori non sapevano come comportarsi. Ora sappiamo che queste diagnosi sono utili”. (AGI) Red/Eli